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Industria in chiaroscuro a settembre

ISTAT

Industria in chiaroscuro a settembre

Dopo lo scatto di agosto, a settembre arretra su base congiunturale il fatturato dell’industria (-1,2%), anche se in termini annui la crescita resta robusta. Tenendo conto del calendario meno favorevole l’Istat rileva una crescita del 5,2%, undicesimo risultato positivo consecutivo, progresso legato sia alla domanda interna (+4,6%), che all’export (+6,3%).

Migliora dunque la media dei primi nove mesi, con i ricavi dell’industria a lievitare del 4,7%, mettendo così nel mirino il livello raggiunto nel 2011 (+5,8% dopo la revisione diffusa dall’Istat), ultimo anno positivo per la nostra manifattura. Per effetto del calo su base mensile destagionalizzata, l’indice di riferimento arretra tuttavia a quota 104,1, allargando nuovamente il gap rispetto al picco pre-crisi.

Situazione analoga per gli ordini, in frenata nel confronto mensile (-3,9%) ma in ripresa su base annua. Pur penalizzati dalla rilevazione grezza (una giornata lavorativa in meno a settembre 2017 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) crescono infatti del 4,5%. In questo caso il traino è però l’export (+8%), mentre gli ordini interni sono in progresso del 2,1%.

In termini settoriali resta tonica la filiera meccanica, con metallurgia e prodotti in metallo a veder crescere i ricavi del 13,1%. Meno brillante l’auto, in calo congiunturale per il terzo mese consecutivo, anche se dall’inizio dell’anno resta una crescita rilevante, pari al 7,6%.

La crescita è comunque pervasiva, con il solo comparto tessile-abbigliamento a presentare un segno meno marginale e progressi rilevanrti per elettronica, apparati elettrici, farmaceutica. In crescita anche l’area dei macchinari e delle attrezzature, in progresso del 4,1% per i ricavi ma più tonica (+5,5%) negli ordini, grazie alle commesse in arrivo per i beni hi-tech di Industria 4.0.

Il dato di settembre conferma dunque la ripresa in atto nel Paese, con una risalita della domanda per le imprese evidente sia sul fronte interno, grazie in particolare allo scatto degli investimenti innescato dai bonus di Industria 4.0, sia oltreconfine, con l’export tricolore ancora in accelerazione ad ottobre portando il bilancio dei primi 10 mesi nei mercati extra-Ue a sfiorare un progresso del 9%. L’intera Europa peraltro sembra proseguire sulla strada della crescita, come indica l’indice dei direttori d’acquisto Pmi, arrivato a novembre nella Ue al livello massimo mai raggiunto dal 2000. Così come oltre le attese è la rilevazione Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, ancora in crescita a novembre toccando un nuovo record.

Nelle stime di Prometeia e Intesa Sanpaolo la crescita dei ricavi dell’industria in valori correnti in Italia nel 2017 sarà pari a 36 miliardi di euro (+4,3%), un passo da 100 milioni aggiuntivi al giorno rispetto allo scorso anno. Il gap rispetto al periodo pre-crisi non è ancora chiuso ma la direzione di marcia è quella giusta, con una decisa accelerazione in atto rispetto al 2016, quando la crescita dei ricavi si arrestò allo 0,7%. A fine anno si arriverà dunque a 872 miliardi, dai 933 del 2007.

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