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Pirelli e Politecnico insieme per creare gli pneumatici 4.0

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Pirelli e Politecnico insieme per creare gli pneumatici 4.0

(Bloomberg)
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«Si preparano all’auto del futuro. E lo fanno insieme a noi». Per Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano, l’accordo con Pirelli ha una valore che va molto al di là del budget impegnato, comunque interessante, oltre 1,5 milioni di euro. Per altri tre anni, infatti, il costruttore di pneumatici ha deciso di investire nella collaborazione scientifica con l’ateneo, rinnovando l’intesa “Joint Labs”, laboratori congiunti, nata nel 2011.

«Innovare e fare ricerca - spiega il vicepresidente e Ceo di Pirelli Marco Tronchetti Provera - oggi non è un optional ma un must. Chi non si adegua esce di scena; chi non investe non è competitivo».

L’innovazione viene così rilanciata sviluppando due filoni di ricerca paralleli, che si dipaneranno da qui al 2020. Da un lato la collaborazione punterà a sviluppare nuovi materiali, lavorando sulla modifica dei polimeri e sulla dinamica molecolare, puntando a creare materiali protettivi e a basso impatto ambientale. Filone di base su cui si innesta l’altra dimensione, tesa a sviluppare nuovi prodotti. Qui il campo d’azione è ampio, avendo per oggetto il rumore dello pneumatico e la sua aerodinamicità, così come l’acquaplanning. Il controllo del rumore di rotolamento così come del peso e dell’efficienza dello pneumatico, già caratteristiche rilevanti ora, diverranno infatti in prospettiva elementi ancora più critici, tenendo conto delle nuove specifiche legate all’auto elettrica. «Che non faranno più rumore - chiarisce Resta - e gli pneumatici si dovranno adeguare».

“Cruciale innovare, lavorando con le migliori università”

Marco Tronchetti Provera (vicepresidente e ceo di Pirelli) 

Altro capitolo riguarda i big data, con lo sviluppo di modelli matematici che consentano al chip contenuto nel “cyber-tyre” di estrarre informazioni utili al controllo intelligente del veicolo e allo sviluppo di servizi a valore aggiunto.

«Stiamo attraversando una trasformazione senza precedenti - aggiunge Tronchetti Provera - dove automazione e connettività la fanno da padrone. In un contesto così dinamico è fondamentale lavorare a stretto contatto con gli enti di ricerca e le università più avanzate al mondo: il Politecnico è certamente una di queste».

L’intento di Pirelli è dunque quello di confermare in Italia il know-how strategico del gruppo, strategia del resto già visibile nei risultati raggiunti in passato dalla collaborazione Joint Labs: in sei anni l’intesa tra il Politecnico, la sua Fondazione e Pirelli ha infatti dato origine a nove famiglie brevettuali depositate e oltre 20 pubblicazioni di articoli all’interno di testate scientifiche internazionali.

“Si preparano all’auto del futuro e lo fanno con noi”

Ferruccio Resta (rettore Politecnico di Milano) 

«Pirelli - spiega il presidente della Fondazione Politecnico di Milano Gianantonio Magnani - è stata tra le prime aziende a credere nella nostra capacità di fare rete sul territorio. Creare una forte e stabile alleanza tra università e impresa significa avviare una trasformazione della società che permetta lo sviluppo e l’internazionalizzazione del Paese».

L’intesa nel corso degli anni ha già prodotto risultati concreti per innalzare i livelli di sicurezza e sostenibilità degli pneumatici, impegnando nell’attività numerosi ricercatori: nel settore della chimica dei materiali sono stati attivati 15 assegni di ricerca per giovani laureati e due dottorati sono già responsabili di progetti in Pirelli.

L’attività di ricerca congiunta verrà realizzata utilizzando le strutture dei partner, con alcuni test che verranno realizzati sfruttando ad esempio i laboratori di chimica del Politecnico, altri che si svolgeranno all’interno degli impianti di Pirelli

«L’accordo è importante perché garantisce stabilità - aggiunge Resta - e ci indica una chiara direttrice di sviluppo per i prossimi anni. Per i ricercatori poi è una sicurezza in più, una prospettiva di medio termine su cui poter operare. Una stabilità e garanzia di risorse utile, perché non ci costringe necessariamente ad andare alla rincorsa di tutti i bandi pubblici».

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