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Dossier Morellato star dei millennial

    Dossier | N. 48 articoliRapporto Orologi

    Morellato star dei millennial

    Da sinistra: orologio con cassa tonda, dial rosa e bracciale maglia milanese con tre charms (129 euro); modello con dial silver e bracciale maglia milanese con due charms (129 euro); bracciale in oro rosa Pvd con ciondolo a forma di quadrifoglio (69 euro)
    Da sinistra: orologio con cassa tonda, dial rosa e bracciale maglia milanese con tre charms (129 euro); modello con dial silver e bracciale maglia milanese con due charms (129 euro); bracciale in oro rosa Pvd con ciondolo a forma di quadrifoglio (69 euro)

    «La ripresa economica è arrivata sia in Europa sia in Italia, ma non aspettiamoci un ritorno agli eccessi pre-crisi: il consumatore oggi vuole un prodotto con un ottimo rapporto qualità-prezzo e con uno stile unico. Formula che sta dietro al successo del nostro brand Morellato, in continua crescita». È ottimista Massimo Carraro, presidente e ceo del Gruppo Morellato, attivo nel settore orologeria e gioielleria con i marchi di proprietà (Morellato, Sector No Limits, Philip Watch, Lucien Rochat e Chronostar), le etichette in licenza mondiale (Furla, Maserati e Trussardi) e i brand in distribuzione (Police, Ice Watch, Scuderia Ferrari, Tommy Hilfiger e Timberland).

    Il gruppo ha chiuso il 2016 con ricavi per 166 milioni di euro, in aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente, e si prepara a mettere a segno un incremento migliore a fine anno: «Al momento il fatturato è in crescita del 7-8% ma mancano ancora le vendite di Natale: con un periodo festivo positivo potremmo registrare un aumento a doppia cifra», continua Carraro.

    Morellato affonda le proprie radici nel piccolo laboratorio artigianale di orologi e gioielli fondato a Venezia nel 1930 da Giulio Morellato. Oggi è distribuito in 45 Paesi del mondo, anche grazie a una rete di punti vendita multimarca, negozi monobrand, shop in shop e a una piattaforma web che cresce a ritmi sostenuti, pur rappresentando una piccola parte del business. «La nostra è una strategia “integrata” tra canali di vendita fisici e virtuali - spiega Carraro -. L’obiettivo è offrire al cliente un’esperienza unica ed elettrizzante, sia online sia offline».

    Quella di Morellato è soprattutto una strategia internazionale: «Nel 2017 sono tornati a crescere Russia e Cina e i timori che circondavano questi due mercati sono svaniti. Sono positive anche le performance di alcuni paesi asiatici come le Filippine; ottimo l’andamento della Francia e, in generale, del Sud Europa: un brutto anatroccolo che si sta rivelando cigno». Tra i mercati meno dinamici, invece, Carraro individua la Gran Bretagna - «l’incertezza legata alla Brexit sta cominciando a pesare» - e gli Usa.

    Il focus dell’azienda è oggi sul giusto mix tra prodotto, startegia commerciale e comunicazione per raggiungere un pubblico in forte cambiamento. Tra i prodotti di punta, in questo momento, ci sono gli orologi e i gioielli della collezione Sensazioni, realizzati in maglia milanese ma personalizzabili con l’applicazione di charms a clip. La personalizzazione è il tema anche della collezione Drops, con piccoli ciondoli da attaccare ai braccialetti, sia da uomo sia da donna, ed è un elemento che incide in modo sempre più decisivo sull’acquisto di un prodotto. Specialmente se a comprarlo sono le generazioni più giovani, informate ed esigenti: «Il consumatore è stanco della globalizzazione e dell’omologazione - continua Carraro - e cerca un prodotto unico, che lo rispecchi».

    I millennials rappresentano una quota importante della clientela di Morellato: «Al momento sono il 50% delle nostre consumatrici, ma ci aspettiamo che questa percentuale cresca. Le under 37 hanno, poi, il potere di influenzare sia la Generazione X sia la Generazione Z».

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