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Dossier Patek Philippe brinda ai 40 anni del calibro 240

    Dossier | N. 48 articoliRapporto Orologi

    Patek Philippe brinda ai 40 anni del calibro 240

    Patek Philippe 7140, calendario perpetuo per signora con cassa in oro bianco e lunetta di diamanti, 85.769 euro
    Patek Philippe 7140, calendario perpetuo per signora con cassa in oro bianco e lunetta di diamanti, 85.769 euro

    Quello che sta per concludersi è stato un anno all’insegna della stabilità per Patek Philippe, nome storicamente ai vertici dell’alta orologeria, con una produzione di circa 58mila pezzi, come nel 2016, in assoluta maggioranza orologi meccanici in metallo prezioso. Un anno molto positivo nel campo dell’innovazione grazie all’attività della divisione Patek Philippe advanced research, ma interessante anche negli aspetti legati alla ricca e solida tradizione del brand.

    Un tema centrale, da questo punto di vista, è stato il 40esimo anniversario del calibro 240, un movimento ancora perfettamente attuale sia nella sua versione base sia nelle versioni complicate. L’esordio risale alla fiera di Basilea 1977, all’interno della referenza 3738, un Ellisse d’oro da uomo elegante e particolarmente sottile; contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, all’interno dell’orologio non batteva un movimento da ricaricare manualmente, ma un movimento automatico. In un’epoca di profonda crisi per l’orologeria svizzera, minata dall’avvento del quarzo, insomma, Patek Philippe scommetteva ancora una volta e con grande coraggio sull’orologeria meccanica: il nuovo calibro doveva essere a ricarica automatica ed estremamente sottile per equipaggiare eleganti orologi ultrapiatti, come richiesto dal gusto dell’epoca, e sfidare così con successo i movimenti al quarzo. Tecnicamente, tale risultato fu ottenuto grazie ad un mini-rotore decentrato, interamente inglobato a livello dei ponti in maniera tale da non influire sullo spessore totale. E poiché un rotore di quelle dimensioni non avrebbe potuto assicurare un’efficienza di carica paragonabile a quella di un grande rotore centrale, il team di ingegneri della manifattura, diretto da Gérard Berret, optò per un materiale più pesante: l’oro a 22 carati; ulteriori perfezionamenti tecnici, tra i quali un più efficiente sistema di trasmissione dell'energia di carica al bariletto e la scelta di una frequenza del bilanciere di 3 Hertz (21.600 alternanze/ora), permisero a Patek Philippe di vincere la sfida, ottenendo un “motore” elegante, sottile ed estremamente preciso. Caratteristiche, queste ultime, che hanno decretato anche la straordinaria longevità del calibro 240, che nel corso degli anni ha accolto diverse complicazioni, dal calendario perpetuo alle fasi di luna, fino all’ora universale ed è stato oggetto di continui miglioramenti, frutto della ricerca Patek Philippe: tra tutti, l’adozione della spirale Spiromax in Silinvar, che ne aumenta notevolmente la precisione.

    Attualizzato alla luce dei più recenti sviluppi della tecnica, dunque, il calibro 240 viene impiegato in numerosi orologi della collezione Patek Philippe, da uomo e da donna, attraverso i quali dimostra tutta la sua versatilità. Ne è un esempio il Calatrava Ref. 6006, realizzato quest’anno da Patek Philippe per celebrare i 40 anni del suo storico movimento: un orologio classico con cassa in oro bianco, quadrante nero ebano e argenté di stile grafico, con piccoli secondi decentrati e calendario a lancetta. Tra i modelli femminili, altra novità 2017 è la Ref. 7140, Calendario perpetuo ultrapiatto con cassa in oro bianco, lunetta di diamanti, quadrante argenté soleil con cifre e minuteria applicati in oro: un bell’esempio di tecnica al servizio dell’eleganza.

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