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Dossier Richard Mille punta sulla leggerezza hi-tech

    Dossier | N. 48 articoliRapporto Orologi

    Richard Mille punta sulla leggerezza hi-tech

    La cassa dell'RM-67-02 Sprint riprende i colori della bandiera sudafricana, la patria di Wayde Van Niekerk. Prezzo: 134mila euro
    La cassa dell'RM-67-02 Sprint riprende i colori della bandiera sudafricana, la patria di Wayde Van Niekerk. Prezzo: 134mila euro

    Richard Mille corre sempre più veloce. Secondo i dati elaborati da Vontobel per il 2016, considerato dagli operatori del settore l’anno più difficile nella storia recente dell’orologeria, il marchio aveva registrato una crescita a doppia cifra facendo segnare un +22 per cento.

    Un risultato di tutto rispetto, in considerazione del fatto che Richard Mille è oggi una tra le poche realtà indipendenti a operare nella fascia più alta del mercato. Tradotto in numeri, lo scorso anno il fatturato, sempre secondo gli analisti di Vontobel, si è attestato a quota 192 milioni di euro con 3.200 segnatempo venduti. Le ragioni di questo successo non sono casuali ma nascono da un approccio che sin da subito ha avuto in un’innovazione molto spinta la principale chiave di lettura.

    La scelta si è rivelata vincente proprio perché ha permesso alla maison, che opera da soli 26 anni (pochi rispetto ad altre realtà orologiere sulla scena da molto più tempo), di distinguersi per la tipologia di offerta. Un’innovazione che trova nel mondo delle competizioni sportive una preziosa fonte d’ispirazione, non solo come veicolo per comunicare i valori del brand quanto soprattutto come laboratorio e banco di prova per sperimentare nuovi materiali e soluzioni tecniche all’avanguardia. E così l’esperienza maturata al fianco del team di McLaren in Formula Uno ha permesso a Richard Mille di mettere a punto l’RM 50-03 che con i suoi soli 40 grammi di peso, cinturino incluso, è oggi il cronografo meccanico più leggero del mondo. Un risultato raggiunto attraverso l’utilizzo del grafene, un materiale già conosciuto in ambito automobilistico ma mai impiegato in orologeria.

    Proprio grazie al supporto del reparto ricerche e sviluppo della McLaren Technology Group e della McLaren-Honda, Richard Mille ha centrato l’obiettivo di declinarne l’utilizzo anche su un segnatempo sfruttando così al meglio le sue proprietà che lo rendono sei volte più leggero dell’acciaio e duecento volte più resistente. Dai circuiti di Formula Uno alle piste di atletica il passo è breve. Anche qui la maison ha trovato una preziosa fonte d’ispirazione e ha affiancato il suo nome a quelli di due campioni del calibro di Wayde Van Niekerk e di Mutaz Essa Barshim. I due atleti non solo hanno vinto nelle rispettive specialità, i 400 metri per Van Niekerk e il salto in alto per Essa Barshim, ma sono scattati al via dell’ultimo campionato del mondo di atletica disputato in agosto a Londra indossando al polso una nuova creazione della maison. L’RM 67-02 proprio perché utilizzato in gara è stato concepito andando incontro alle loro precise richieste.

    Tutto ciò si è tradotto in un segnatempo che ha nella leggerezza e nello spessore ridotto ai minimi termini il suo punto di forza. Merito dell’utilizzo combinato del carbonio Tpt e del quarzo Tpt. Quest’ultimo impiegato per la lunetta e il fondello è formato da più fogli di fibre di silicio, ognuno dello spessore di 45 micron. La parte centrale della cassa è in carbonio Tpt lavorata con lo stesso procedimento ma partendo dalle fibre di carbonio. Il risultato finale è un orologio extra-piatto che ha un’altezza contenuta in soli 7,80mm e un peso complessivo di 32 grammi. L’RM 67-02, declinato nelle versioni High jump e Sprint a richiamare le specialità nelle quali eccellono i due campioni, è animato dal nuovo calibro di manifattura Crma7 sigla che identifica un movimento con il rotore in carbonio Tpt e oro bianco, mentre ponti e platina sono in titanio grado 5.

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