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Poker di certificazioni per la nuova linea ferroviaria Torino-Lione

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Poker di certificazioni per la nuova linea ferroviaria Torino-Lione

Quattro certificazioni di qualità per il Tav Torino-Lione: Sicurezza e salute sul lavoro (Ohsas 18001), Ambiente (Iso 14001), Sicurezza delle informazioni (Iso 27001) e Qualità (Iso 9001). Le ha ottenute in questi giorni Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin, il promotore pubblico responsabile della realizzazione e della gestione della sezione transfrontaliera della futura linea ferroviaria merci e passeggeri). A firmare le attestazioni la società internazionale Afnor: avranno una durata triennale con una revisione ogni dodici mesi.

Per quattro settimane i certificatori hanno vissuto negli uffici e nei cantieri Telt, con verifiche e colloqui con tutto il personale. Afnor ha individuato 48 punti di forza, 44 spunti di miglioramento, 18 punti sensibili da sviluppare nei prossimi mesi. Molto interessante il profilo di salute e sicurezza sul lavoro: Telt, per esempio, ha introdotto la segnalazione da parte dei dipendenti dei “quasi incidenti”, cioè delle potenziali situazioni di pericolo per poter adottare subito, nel caso, specifiche misure. È accaduto recentemente nei cantieri sul lato francese nel corso di alcune manovre di mezzi, senza conseguenze, con l’immediata attivazione di un team di analisi interno.

«Abbiamo richiesto le certificazioni con due obiettivi principali – spiega l’architetto Mario Virano, direttore generale di Telt –: per attestare le nostre modalità di lavoro in base a standard oggettivi riconosciuti dalla Comunità internazionale e per garantire trasparenza ed efficienza della società, nata due anni e mezzo fa, rispetto ai diversi livelli di “controllo”, sia interni sia esterni, Tutti gli atti di Telt, non va dimenticato, sono guardati con estrema attenzione sia per il grado di conflittualità che ha accompagnato negli anni il cammino del tunnel di base del Moncenisio, sia per l’importanza dell’opera, finanziata da Unione europea, Francia e Italia».

Con gli stessi obiettivi Telt – dal 21 ottobre 2015 – aderisce al Global Compact dell’Onu. In una lettera inviata all’allora segretario generale Ban Ki-Moon,Mario Virano siimpegnava con la società a sostenerne lo spirito e il decalogo dei principi, rispettando le norme internazionali sul lavoro, la protezione dell’ambiente e garantendo la lotta alla corruzione.

Le certificazioni sono un buon risultato, dunque, anche perché l’Italia – rispetto alla Francia – è più avanti. Telt è società di diritto francese, ma al 50% i suoi risultati e le sue best practices finiranno nel consolidato dell’azionista Fs, le nostre Ferrovie dello Stato. In ogni caso, se l’Iso 9001 sulla qualità è più diffusa (127mila azienda certificate da noi e 30mila oltralpe), l’Iso 27001 sulla sicurezza dei dati lo è molto meno (mille contro 200) ed è particolarmente importante sul fronte della cyber security, tema oggi di rilevanza vieppiù crescente.

IL CONFRONTO
La ripartizione delle certificazioni tra Italia e Francia

Ora il lavoro – anche dopo i risultati del bilaterale Italia-Francia a Lione il 27 settembre scorso – potrà procedere più spedito. «Il presidente Macron – conclude Virano – ha assicurato l’impegno della Francia a finanziare l’opera con uno stanziamento di mediu-lungo termine. Rimane aperta la modalità di collegamento tra la rete dei Tgv transalpini e lo sbocco del tunnel nella Maurienne: si stanno studiando delle formule più gestibili finanziariamente e che non generino surplus. Per questo lavoreremo insieme in un gruppo tecnico congiunto che consenta di avere sull’intera linea gli stessi standard tecnologici e costruttivi. Da Parigi, inoltre, stanno dialogando con Bruxelles per trovare una soluzione in merito agli aumenti dei pedaggi autostradali che stia nelle percentuali imposte dalla Ue. Da qui – e non da denaro pubblico – si troveranno fondi importanti per il completamento della linea in territorio francese».

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