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Stefano Domenicali (Lamborghini): «Il suv Urus è un…

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intervista

Stefano Domenicali (Lamborghini): «Il suv Urus è un traino per la crescita del territorio»

Stefano Domenicali
Stefano Domenicali

L’arrivo di Urus cambia le regole del gioco nel settore delle auto sportive, dove la febbre da suv è alta e trasforma radicalmente Lamborghini e la sua struttura. Ne abbiamo parlato con Stefano Domenicali, presidente e Ad della azienda italiana.

In che modo Urus cambia la storia di Lamborghini?

L’azienda sta vivendo un momento storico incredibile. Il cambiamento di oggi investe tanti aspetti. Non solo quello commerciale, con l’ingresso di Lamborghini in un nuovo segmento, quello dei Super Suv, ma anche quello industriale con il raddoppio del sito produttivo, fino a quello delle risorse umane con una crescita significativa.

Quanto è costato preparare le linee della fabbrica 4.0? Quali tecnologie avete usato?

Urus comporta investimenti per centinaia di milioni di euro distribuiti sull’intero ciclo vita del prodotto, utilizzati in ricerca e sviluppo e per l’ampliamento del sito produttivo. Abbiamo introdotto tecnologie di produzione innovative, legate ai concetti di smart factory.

Come cambia il modo di produrre?

Con Urus nasce un nuovo modello di fabbrica, che chiamiamo Manifattura Lamborghini, punto di riferimento nell’ambito dell’industria delle auto di lusso. I vantaggi sostanziali che ne derivano sono rappresentati da una maggiore flessibilità di produzione, una migliore accessibilità delle informazioni e interconnessione dei sistemi, a potenziamento della professionalità artigianale che da sempre ci contraddistingue e a sostegno del raddoppio dei volumi annunciato. La realizzazione dei nuovi edifici e l’installazione di nuove tecnologie di produzione è avvenuta in tempi record, in soli 18 mesi, con un coinvolgimento di 600 imprese.

In termini di occupazione e di benefici per il territorio cosa porta Urus?

Urus ha determinato una crescita rapida e significativa del numero dei nostri dipendenti. Abbiamo dichiarato a inizio progetto 500 assunzioni, quasi interamente completate. Quest’anno abbiamo annunciato la prossima realizzazione di uno stabilimento di verniciatura per Urus. Il nuovo edificio sarà costruito entro la fine del 2018 e comporterà ulteriori 200 assunzioni. Sono quindi in totale ben 700 le assunzioni previste, per non parlare del positivo impatto economico sul territorio che l’avvio del progetto ha comportato.

Quali sono gli obiettivi?

In termini di volumi, con Urus prevediamo di raddoppiare le vendite. L’obiettivo è venderne circa 3.500 all’anno, che si andranno ad aggiungere a circa 3.500 tra Huracán e Aventador. La distribuzione dei volumi sarà ben bilanciata tra le tre principali regioni Emea, America e Asia Pacifico, mentre i principali mercati di riferimento per questo tipo di prodotto saranno Stati Uniti, Cina, Medio Oriente, Gran Bretagna, Germania e Russia.

Ci sarà davvero una Lamborghini elettrica?

Non in tempi brevi. Man mano che si andrà verso l’elettrificazione, il primo passo sarà l’ibrida.

Quali sono i concorrenti di Urus? Temete un suv Ferrari?

Urus andrà a posizionarsi all’interno di un segmento che oggi non ha concorrenti. La sfida è però tutta aperta.

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