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2/4 Inquinamento / Gli Pfas nei bacini Olona, Arno, Ombrone

    Pfas / Inquinamento

    In quali aree del Paese è più alta la presenza di Pfas

    2/4 Inquinamento / Gli Pfas nei bacini Olona, Arno, Ombrone

    In seguito a una convenzione con il ministero dell'Ambiente firmata nel 2011, la ricerca di Pfas si è concentrata – dopo il luogo di lavorazione (Spinetta Marengo Alessandria) – nel principale stabilimento europeo di produzione di produzione (Trissino Vicenza) nelle zone di utilizzo, cioè le aree tessili, conciarie e industriali. Il tasso di Pfas nell'acqua del Po è basso fino alla confluenza con il Tanaro e balza quando entrano nel corso le acque del Tanaro con gli scarichi di Spinetta Marengo. Grandi quantità di Pfas sono state rilevate nelle acque dei fiumi lombardi Lambro e Olona (fino a 890 nanogrammi per litro nei corsi d'acqua superficiali ma anche 330 in alcuni acquedotti), nelle acque depurate dal depuratore del distretto conciario pisano di Santa Croce sull'Arno, nel fiume toscano Ombrone legato all'area tessile pratese. È stato studiato anche il Tevere ma per fortuna la presenza degli immancabili Pfas è in percentuali fisiologiche e non patologiche. Non sono ancora state condotte campagne d'analisi sull'area del fiume Sarno, in Campania, correlato con il distretto conciario di Solofra. Per i composti a catena corta è stata scoperta la presenza assai rilevante lungo il fiume Serio, sul quale gravita il polo tessile della Val Seriana, ma la sorgente esatta non è ancora stata individuata.
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