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Marche al bivio: per le imprese ricostruzione e reti prioritarie

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Marche al bivio: per le imprese ricostruzione e reti prioritarie

(Olycom)
(Olycom)

In dieci anni sono andati persi 10,6 punti di Pil, oltre 3 sopra la media nazionale: è un campanello d’allarme per Confindustria e Ance Marche, che hanno presentato alla Regione alcune proposte di politica industriale, «con l’obiettivo – ha spiegato il presidente Bruno Bucciarelli – di crescere quanto le regioni più virtuose, superando anche le difficoltà conseguenti il sisma». Il sistema economico regionale è, dunque, di fronte a un bivio, dove l’alternativa alle proposte equivale «ad arretrare irrimediabilmente».

Si tratta del terzo documento del genere presentato all’esecutivo regionale, dopo la piattaforma di proposte per l’avvio dell’attuale legislatura e la rifocalizzazione, datata febbraio 2016, delle linee di lavoro prioritarie.
Con la giunta regionale che si avvia a superare la metà del mandato, gli industriali regionali sono tornati a esporre le loro richieste, chiedendo di concentrare le azioni su obiettivi strategici prioritari per uno sviluppo economico sostenibile, intelligente, inclusivo: la ricostruzione, il territorio e i lavori pubblici, le reti e le infrastrutture, l’energia e l’ambiente, l’innovazione, la ricerca e l’industria 4.0, l’internazionalizzazione e i mercati globali, la qualificazione delle risorse umane, la formazione dei giovani, il turismo e la cultura per l’attrattività del territorio, le prospettive legate al sisma.
Linee principali lungo le quali progettare le Marche del futuro, dove il manifatturiero resta il cardine “essenziale da valorizzare”, anche perché traino di tutto il sistema economico regionale, e nella consapevolezza che «l’ammontare delle risorse messe in gioco fra i fondi nazionali e quelli aggiuntivi comunitari rappresenta una leva fondamentale per la ripresa e lo sviluppo dopo la battuta d’arresto dovuta alla crisi economica generale e agli ingenti danni causati dal sisma».

Una strategia che, per Confindustria, deve passare attraverso «l’efficienza della macchina amministrativa, meno burocrazia, più semplificazione» e che sembra in sintonia con l’azione della giunta regionale: «Ricostruzione e sviluppo – ha dichiarato il presidente Luca Ceriscioli - sono i due assi portanti che ci permettono di dare un indirizzo forte all’attività di governo, coordinando le nostre risorse, quelle europee e quelle nazionali con le energie che le imprese tutti i giorni mettono nel portare avanti il loro lavoro e allo stesso tempo lo sviluppo complessivo delle Marche».
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di infrastrutture materiali e immateriali: il governatore ha assicurato l’impegno per la salvaguardia dell’aeroporto di Ancona-Falconara, sul quale pende una procedura fallimentare, e dell’interporto di Jesi, mentre entro marzo 2018 saranno collegate il 100% delle utenze previste nel Piano per la banda ultralarga. «Finalità dell’industria marchigiana – ha concluso Bucciarelli - è rendere la fascia di imprese virtuose che crescono in modo vivace, sempre più ampia, competitiva e con capacità di traino di tutto il sistema produttivo, non solo manifatturiero, ma anche dei servizi connessi alla produzione, con ricadute positive per tutta l’economia regionale».

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