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Winni’s punta all’estero e sviluppa la cura della persona

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Winni’s punta all’estero e sviluppa la cura della persona

In un settore di commodity come i prodotti per la pulizia e la cura domestica, che sta perdendo anche quest’anno oltre l’1% dei volumi e dove a contendersi gli scaffali sono multinazionali che fatturano miliardi di euro chiamate Henkel, Colgate-Palmolive, Unilever, Procter & Gamble e Bolton, c’è una piccola azienda familiare romagnola che cresce a due cifre e da tre anni investe sul territorio in impianti produttivi, tecnologie e ricerca: Madel.

Nome forse poco noto, nonostante il mezzo secolo di storia alle spalle e la terza generazione che sta entrando in plancia di comando, ma la sua linea ecologica Winni’s, lanciata negli anni della crisi, è diventata il punto di riferimento della detergenza green per le famiglie italiane e vale oggi 40 milioni di fatturato sugli oltre 97 milioni con cui l’azienda di Cotignola (Ravenna) si appresta a chiudere il bilancio 2017.

«Nessuna ricetta magica, lavoriamo con serietà per produrre prodotti buoni e innovativi a un prezzo giusto, facendo un passo alla volta», spiega Maurizio Della Cuna, presidente dell’azienda chimica avviata dal padre Giovanni (novantenne ancora in azienda) che ha legato il suo sviluppo ad alcuni marchi e brevetti leader sul mercato: negli anni 80 l’anticalcare Pulirapid, nel 2003 il detersivo antiodore Deox e nel 2009 Winni’s, la linea completa di prodotti per l’homecare a basso impatto ambientale e ad alte prestazioni ma a prezzi accessibili, in linea con quelli del mercato tradizionale. Strategia che ha reso Madel l’azienda leader nella Gdo per la detergenza ecologica, peraltro con marginalità sempre positive (utili attorno ai 3 milioni di euro l’anno negli ultimi cinque anni).

Della Cuna sta ora puntando altri 6 milioni di euro sull’ampliamento degli spazi dedicati al business della cosmetica, dopo aver investito 16 milioni di euro dal 2015 a oggi sul sito di Cotignola tra tecnologie 4.0 (ha automatizzato e digitalizzato reparti produttivi e magazzini), integrazione verticale dei processi (ha comprato macchine per il soffiaggio di flaconi e il confezionamento che consentono di risparmiare l’80% di plastica nel packaging rispetto alla media di mercato) e impianti per fotovoltaico e cogenerazione (ha reso lo stabilimento totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico).

«Siamo entrati da poco con la linea Winni’s anche nella divisione per la cura della persona, con shampoo e bagnoschiuma a base di ingredienti naturali, ecologici ed eticamente sostenibili. Nel 2018 vogliamo allargare la produzione alle creme per il corpo ed è per questo stiamo costruendo un nuova area produttiva e logistica di oltre 3mila mq» spiega il presidente. Che ha in programma anche nuove assunzioni sia in fabbrica sia nel laboratorio R&S, dove lavorano 8 camici bianchi sui 110 dipendenti.

Se in Italia Madel ha oramai coperto tutta la Gdo con 300 referenze in portafoglio (e 80 milioni di pezzi prodotti ogni anno, il 20% per private label) i mercati oltreconfine sono quasi inesplorati: la quota export pesa appena l’8% del business. «L’obiettivo è arrivare al 20% di esportazioni nel giro di due-tre anni, partendo dai mercati vicini, Europa dell’Est, Balcani, Francia, Nord Africa, ma anche Emirati Arabi. Paesi dove siamo già presenti ma dove grazie al traino della linea ecologica Winni’s possiamo ambire a ben altri risultati», spiega Della Cuna.

Parallelamente verrà aperto il canale dell’e-commerce, «stiamo valutando se farlo direttamente o appoggiarci a piattaforme come Amazon», precisa. Escludendo però qualsiasi altra forma di apertura a partner: «Una cosa è certa: noi andiamo avanti da soli». Perché se c’è un segreto, dietro a un fatturato schizzato da 15 a 100 milioni in dieci anni nel mercato super competitivo dell’home&personal care, è quello di una solida proprietà familiare che ha nel Dna formule chimiche e non alchimie finanziarie.

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