Impresa & Territori

Cannes vetrina di lusso per Milano

turismo

Cannes vetrina di lusso per Milano

Quante volte abbiamo sentito Carlo Calenda stigmatizzare le scelte di enti locali e fiere italiani che decidono di promuoversi all’estero in ordine sparso? È successo molte volte, giustamente: potendo e volendo assegnare fondi che aiutino il sistema Paese a essere più competitivo nel mondo, il ministro dello Sviluppo economico ha sempre scelto progetti che evitassero duplicazioni o, peggio, sprechi. Pur non direttamente coinvolto, Calenda approverebbe l’operazione orchestrata da Comune di Milano, MonteNapoleone District e alcuni dei più importanti hotel a 5 stelle della città.

La “missione” alla fiera Iltm di Cannes (3-6 dicembre), la principale in Europa per il turismo di alta gamma, aveva un nome inglese, Unexpected, ma l’orgoglio dell’italianità e della milanesità.

«È un momento magico per Milano, nonostante la delusione per la mancata assegnazione dell’agenzia europea del farmaco. Il lavoro che abbiamo fatto per avere Ema non è sprecato, anzi– spiega Roberta Guarnieri, assessore al Turismo di Milano –. Come dimostra il successo riscosso a Cannes. Siamo tornati dalla Francia con centinaia di contatti con tour operator di tutto il mondo, ai quali abbiamo spiegato quale sia il “best kept secret”, il segreto italiano meglio custodito: Milano».

Tanto segrete alcune qualità del capoluogo lombardo non lo sono da tempo: le quattro settimanale annuali della moda e quella del design di aprile sono molto conosciute e generano da anni indotti milionari per alberghi, ristoranti e servizi. Assai meno conosciuti tanti altri aspetti della città, come sottolinea Guglielmo Miani, presidente di MonteNapoleone District, instancabile promotore della via dello shopping del lusso e del valore aggiunto che ha sempre portato per l’immagine di Milano e dell’Italia. «Expo è stata la scintilla giusta al momento giusto: ha rimesso Milano sulla mappa mondiale come motore economico e culturale e come polo turistico – spiega Miani –. Ma se nel 2017 gli arrivi sono cresciuti a doppia cifra persino in estate, è grazie a quanto avevamo seminato già prima di Expo e a tutti i progetti che hanno visto la luce da quando si è chiuso. Fondamentale è stato lo spirito di squadra, la volontà di superare personalismi e scetticismi reciproci tra privati e pubblica amministrazione».

Per il 2017 si prevede un aumento del 13% degli arrivi nei soli confini amministratori della città e del 10% delle presenze . Rispetto ai numeri 2016 (5,6 e 11,2 milioni) si dovrebbe quindi arrivare alle cifre record di 6,32 milioni di arrivi e 12,32 milioni di presenze. Ma più che alla quantità Comune e protagonisti dell’0accoglienza di alta gamma puntano sulla qualità. «Roma, Venezia e Firenze sono invase, lo sappiamo. Con tutte le conseguenze che il turismo di massa implica anche per i residenti – spiega l’assessore Guarnieri –. Milano punta a un tipo diverso di turismo e i segnali sono quelli giusti: chi viene in città per lavoro spesso si ferma almeno un giorni in più per l’offerta culturale e sportiva. Oppure, ci dicono le statistiche, programma un viaggio nell’immediato futuro, magari con la famiglia. Roma, Venezia e Firenze vanno visitate una volte nella vita, è quasi un dovere. A Milano si sceglie di tornare».

Ben venga la fascia “media”, persone interessate a visitare La Scala, il Duomo, i musei (anche quello del calcio di San Siro, perché no), ma anche le recenti opere di archistar, i chiostri, i Navigli, la Darsena o a partecipare a eventi come PianoCity, BookCity, la Vendemmia. Ma sicuramente a Cannes e in altre fiere dedicata al turismo di lusso si punta a chi vuole fare shopping. «Con gli hotel di lusso collaboriamo da anni – spiega Miani –. L’idea della Vendemmia, in cui centinaia i boutique ospitano altrettanti nomi eccellenti dell’enologia è venuta proprio per incentivare gli arrivi in un mese, ottobre, con un tasso di occupazione delle camere più basso. E ha funzionato».

Comune e privati, nei rispettivi campi ma collaborando, lavorano a un’offerta di servizi sempre più ampia: «La digitalizzazione della città prosegue: si va dal wi-fi gratuito ai servizi di car e bike sharing, che diventano più fruibili – conclude l’assessore Guarnieri – perché Milano vuole reggere il confronto con qualsiasi grande città europea, a partire da Amsterdam». Miani cita invece il lavoro fatto sul tax free, con la Global Blue Lounge del quadrilatero della moda: «È un esempio unico al mondo per velocizzare le procedure di rimborso per tutti i turisti extra Ue».

© Riproduzione riservata