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Ema, la strana idea di Maroni: «Se Amsterdam non ce la…

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EMA SENZA FINE

Ema, la strana idea di Maroni: «Se Amsterdam non ce la fa...»

(Reuters)
(Reuters)

«Se Amsterdam non rispetta gli impegni per la nuova sede di Ema noi siamo pronti, il Pirellone c’è». Così scrive, sul suo profilo Facebook, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, commentando l’interrogazione congiunta alla Commissione europea e al Consiglio delle eurodeputate Patrizia Toia (Pd) ed Elisabetta Gardini (Forza Italia), affinché venga riconsiderata «l’assegnazione dell’agenzia europea del farmaco (Ema), alla luce dei ritardi di Amsterdam».

Ipotesi oggettivamente poco probabile: l’assegnazione c’è stata e non si torna indietro. Casomai potrebbe essere interessante rivalutare i criteri con cui decisioni fondamentali vengono prese in sede di Consiglio Ue, evitando che in futuro non ci si riduca ad un sorteggio. Stavolta sembrava altamente improbabile arrivare al quarto turno con l’estrazione a sorte, ma alla fine è andata così sia per l’Ema che per l’assegnazione dell’Eba. Il giorno dopo in molti hanno commentato l’inadeguatezza del metodo scelto.

Tornando al trasferimento dell’Ema ad Amsterdam, la richiesta delle eurodeputate alla Commissione riguarda anche i costi che l’Ue dovrà sostenere: «Se ritiene ancora valida la valutazione tecnica fornita prima dell’assegnazione; se valuti l’opportunità di riaprire la procedura di assegnazione; se sia in possesso di una stima dell’ammontare necessario, a carico del bilancio europeo, per coprire i costi aggiuntivi legati alla mancata disponibilità di una sede nel 2019».

Era stato Il Sole 24 Ore, con un reportage del 2 dicembre scorso, a mettere in luce il fatto che ad Amsterdam non ci fosse ancora una sede pronta per l’Ema, con la necessità di trovare una sede transitoria. I vertici della Pubblica amministrazione comunale hanno dichiarato che l’edificio temporaneo sarà nella stessa zona di quello definitivo, nel nuovo quartiere Zuidas Amsterdam, ma non hanno ancora rivelato dove. Nella primavera del 2019, per quando cioè saranno trasferiti i funzionari dell’Ema, potrebbe essere pronta la parte congressuale del nuovo edificio (che si chiamerà palazzo “Vivaldi”), ma sarà definitivamente pronto a fine anno. Pertanto per il trasferimento vero e proprio bisognerà a aspettare ancora tra i 6 e i 9 mesi.

Inoltre in futuro l’Ema dovrà pagare una tassa al Comune per l’occupazione del suolo pubblico e un affitto per il palazzo da costruire (con 250 milioni di investimento pubblico). Questi aspetti sono stati sottolineati anche da altri organi di informazione, tra cui il qiornale online Politico, accreditato a Bruxelles tra gli eurodeputati. L’ammontare di tasse e affitto non sono state rivelate dal governo dei Paesi Bassi, ritenendoli «dati sensibili».

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