Impresa & Territori

Uber Eats e l’assicurazione ai suoi corrieri: solo 30mila euro in…

GIG ECONOMY in cerca di regole

Uber Eats e l’assicurazione ai suoi corrieri: solo 30mila euro in caso di morte

Uber Eats, una divisione della app Uber specializzata in consegne di cibo a domicilio, ha annunciato oggi un accordo con la compagnia assicurativa Axa Corporate Solutions per «soddisfare le esigenze dei corrieri» con un pacchetto di polizze valido in otto paesi Ue (Italia, Austria, Belgio, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito). Il dettaglio delle tutele proposte: il rimborso massimo per le conseguenze più gravi di un incidente, ovvero disabilità permanente e morte accidentale, è di 30mila euro. La cifra si fa più generosa quando si parla dei danni e lesioni prodotti a terzi, coperti fino a un massimale di 1 milione di euro. Le due società ne parlano come «il primo pacchetto con queste tutele su base europea», anche se in realtà diverse piattaforme della gig economy (l'economia dei lavoretti) hanno iniziato a introdurre assicurazioni integrative a beneficio dei corrieri. Il pacchetto sarà disponibile dall’8 gennaio 2018.

Il pacchetto: 30mila euro per morte “accidentale” e disabilità a vita
Nel dettaglio, le polizze concepite da UberEats e Axa per i fattorini oscillano tra importi di 50 e i 30mila euro. Nell'ordine, si prevede un risarcimento per le spese mediche «da sostenere in caso di incidente con conseguente ricovero in ospedale (costi ospedalieri e tutti i costi per le consulenze mediche, i farmaci, esami a raggi X e test medici)» fino a 7.500 euro; un rimborso da 3mila euro se il ricovero raggiunge almeno le tre notti consecutive; 30mila euro se l'incidente provoca disabilità permanente o totale; 30mila euro al beneficiario in caso di morte accidentale, insieme alla «copertura delle spese funerarie» fino a 3mila euro.

Al tutto si aggiunge un risarcimento «in caso di malattia o infortunio grave» da 50 euro quotidiani per i corrieri ricoverati «dichiarati impossibilitato a lavorare», fino a un massimo di 15 giorni. I vari incidenti possono essere segnalati con un «form online tramite l'app di Uber Eats», la stessa che invia notifiche per le consegne ai lavoratori.

I numeri cambiano quando si parla dei danni che potrebbero essere provocati dai fattorini a terzi: la copertura «in caso di responsabilità legali relative a lesioni personali di terzi e danni a proprietà di terzi» può salire fino a un massimo di 1 milione di euro. L’equivalente di 33 volte tanto la cifra corrisposta in caso di morte di uno dei corrieri.

Le regole dell'Inail
Uber Eats ha rivendicato in più occasioni la sua diversità rispetto alle altre piattaforme della gig economy, come Foodora e Deliveroo, perché i suoi corrieri godrebbero di una «flessibilità al 100%», senza turni, con la possibilità di disconnettersi in qualsiasi momento e senza fare uso di strumentazione aziendale. Il pagamento non è scandito una tariffa fissa a consegna ma calcolato in base a più fattori complementari (come totale di prodotti consegnati, tempo speso e chilometri percorsi). Fino ad oggi, però, la «flessibilità» coincideva con l'assenza di qualsiasi tipo di tutele, lasciando i corrieri che servono 65mila ristoranti in tutto il mondo in un limbo giuridico superato (pro forma) con l'assicurazione low cost annunciato oggi. Interpellata dal Sole 24 Ore, Axa ha dichiarato che il programma assicurativo è «autonomo rispetto al regime Inail previsto in Italia» e «costituisce un social benefit autonomamente deciso da Uber per i suoi collaboratori»,

Come funziona nel mondo del lavoro dipendente? Il già citato Inail, l’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro, parametra i suoi indennizzi in base alla gravità del «danno biologico» (le lesioni fisiche o psicologiche) subìte dal lavoratore. Per le invalidità dal 6% al 15% scatta un indennizzo in capitale a copertura del solo danno biologico, calibrato a seconda di sesso ed età: nel caso di un’invalidità al 15% si parla, secondo le valutazioni attuali, di un risarcimento di circa 15mila euro. Dal 16% in poi è prevista la «costituzione di una rendita, comprensiva di una quota per danno biologico e di una quota aggiuntiva per le conseguenze patrimoniali (retribuzione) delle menomazioni riportate (in altre parole, un risarcimento che consente di coprire il danno subìto, ndr)».

© Riproduzione riservata