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Cina, porte aperte alla carne bovina prodotta in Italia

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Cina, porte aperte alla carne bovina prodotta in Italia

(Afp)
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Il Comitato Governativo Italia-Cina, il meccanismo di impulso e coordinamento della cooperazione italo-cinese che si è svolto ieri nella Residenza di Stato di Diaoyutai alla presenza dei due ministri degli Esteri, Wang Yi e Angelino Alfano, ha impresso un’accelerazione ad alcuni dossier cruciali per il made in Italy.

Entro fine anno le autorità cinesi daranno la conferma dell’eliminazione del bando all’export di carne e seme bovino: le verifiche fatte a settembre dagli ispettori in Italia hanno dato esito positivo, l’agenzia AQSIQ e il ministero dell’Agricoltura ufficializzeranno, a breve, la rimozione dei bandi per l’Encefalopatia Spongiforme Bovina (BSE) e per il virus di Schmallenberg.

Via libera anche alla sigla dell’accordo per l’export di pet food, con 6 stabilimenti su 6 accettati dalla controparte cinese che, ora, potranno avviare le esportazioni in Cina.

Sono tutti passi in avanti sul fronte del superamento delle barriere non tariffarie, in grado di creare ingiustificati ostacoli al commercio, un elemento onnipresente nelle trattative con Pechino.

Il ministro Angelino Alfano ha voluto sottolineare l’importanza dei dossier agroalimentari e dello sviluppo della cooperazione bilaterale nel settore dell’agricoltura e della sicurezza alimentare e della sanità animale. «Perché l’Italia – ha detto il ministro – può dare molto a una Cina che vuol crescere nella qualità dei prodotti».

Intanto, Italia e Cina, in linea con il Piano d’Azione bilaterale 2017-2020, hanno confermato la priorità nei settori dell’ambiente e dell’energia sostenibile; agricoltura; urbanizzazione sostenibile; sanità; aviazione; tecnologie spaziali e relative applicazioni; infrastrutture e trasporti. «Sulla via della Seta dobbiamo muoverci insieme», ha replicato il ministro cinese Wang Yi, prendendo atto del progresso dei flussi bilaterali degli investimenti, funzionali anche alla congiunta presenza su mercati terzi, anche attraverso la definizione di un MoU da firmare nell’ambito della Commissione Mista per la Collaborazione Economica. Per impostare collaborazioni economiche bilaterali in Paesi terzi sarà necessario avvalersi di strutture finanziarie già esistenti, una di queste è l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), l’Italia è membro fondatore e questo sarà un elemento importante nell'ambito di questo quadro.

Inoltre, saranno valorizzati il settore spaziale, le sinergie tra le strategie cinesi «Made in China 2025» e il Piano italiano «Industria 4.0», per favorire insieme la competitività industriale a livello internazionale, incrementando ricerca, sviluppo ed impiego delle nuove tecnologie, tutela del design, ma la anche sanità e sicurezza. La collaborazione bilaterale con particolare riferimento alla firma del Protocollo di cooperazione tra il ministero dell’Interno italiano e quello della Pubblica Sicurezza cinese (luglio 2017) e all’esecuzione di pattugliamenti congiunti di polizia nei rispettivi Paesi sarà ripetuta e rafforzata. La tutela dell’IP avrà un occhio di riguardo sull’online e si scambieranno buone prassi in tema di anticorruzione.

Lo sviluppo dei flussi turistici favorisce l’avvicinamento tra le due culture così, accanto al Business Forum, anche il Forum Culturale Italia-Cina verrà sostenuto anche in vista dell’iniziativa di gemellaggio tra siti Unesco italiani e cinesi.

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