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Germania e Francia rilanciano il made in Italy. Corre l’auto

ISTAT

Germania e Francia rilanciano il made in Italy. Corre l’auto

Germania e Francia. L’aumento a doppia cifra degli acquisti da parte dei nostri principali mercati di sbocco mette il turbo all’export italiano, ad ottobre in grado di accelerare ancora (/+11,3% su base annua) rispetto ai già brillanti risultati dei mesi precedenti. Il bilancio dall’inizio dell’’anno si arrotonda ulteriormente, un progresso del 7,7% che per le casse delle aziende si traduce in 26,5 miliardi di euro in più.

Alle solide crescite già comunicate per i paesi extra-Ue si aggiunge ora l’Europa, dove le performance sono quasi ovunque a doppia cifra. La presenza di una giornata lavorativa in più contribuisce a spingere verso l’alto le medie (l’Istat stima l’impatto in poco meno di due punti) ma il senso del dato non cambia: l’export italiano è in corsa ovunque.

Un progresso solido, che si verifica sia per i valori medi unitari (+3,2%) che nei volumi (+8%), abbracciando ogni macro-settore, dai beni di consumo a quelli strumentali.

Tra i singoli comparti manifatturieri monitorati dall’Istat a ottobre l’unico segno meno è quello dei mezzi di trasporto diversi dalle auto (-3,2%), che invece riprendono decisamente a correre piazzando un progresso del 17,4%.

Altrove i risultati sono quasi monotoni, con crescite a doppia cifra o a ridosso del 10% che riguardano le maggiori specializzazioni del made in Italy: dall’alimentare al tessile-abbigliamento, dalla chimica alla gomma-plastica, dalla metallurgia ai macchinari, dall’elettronica agli autoveicoli.

Il passo del made in Italy è confortante, soprattutto perché superiore rispetto a quello delle maggiori economie continentali, traducendosi in un guadagno di quote di mercato nei principali paesi extra-Ue. Se l’Europa, tra gennaio e ottobre, è in grado di incrementare le vendite verso Washington del 3,8%, per l’Italia la performance è quasi tripla. Stesso copione per Russia, Cina e India, dove riusciamo a superare di qualche punto i già brillanti risultati europei.

Nel solo mese di ottobre il tasso di crescita dell’export extra-Ue italiano è superiore di oltre un punto rispetto alla media Ue, se nei primi dieci mesi la performance è di qualche decimo inferiore (+8,5% per noi, +8,9% per la Ue) lo si deve solo al dato della Svizzera. Mentre altrove,come detto, siamo noi a guadagnare quote di mercato.

Il contesto è del resto favorevole, grazie ad una ripresa corale del commercio internazionale in cui si inserisce a pieno titolo anche la domanda italiana, in progresso ormai da mesi. Le importazioni crescono nel mese del 10,4%, anche in questo caso accelerando rispetto alla media precedente, con acquisti diffusi tra tutte le categorie di beni.

Lo scatto superiore dell’export consente tuttavia di migliorare ancora l’avanzo commerciale, salito a quasi 5 miliardi di euro, 800 milioni in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

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