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Il design gioca la carta della cultura: archivi e musei vetrina per il made…

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Il design gioca la carta della cultura: archivi e musei vetrina per il made in Italy

«Il nostro museo si è rivelato uno dei più efficaci strumenti di marketing degli ultimi anni. Eppure tutto è nato dalla volontà di mio nonno e mio padre di valorizzare il grande patrimonio documentale dell’azienda che proprio mio nonno, con grande lungimiranza, aveva raccolto negli anni». Così Lorenza Luti, direttore marketing di Kartell, racconta come nacque l’idea, nel 1999, di fondare un museo aziendale adiacente alla fabbrica di Noviglio, alle porte di Milano. Firmato da Ferruccio Laviani, il percorso espositivo si estende su 2.500 metri quadrati e contiene oltre mille oggetti tra prototipi, fotografie, schizzi e documenti di grande valore storico e documentale.

Quello di Kartell, azienda del design fondata nel 1949 da Giulio Castelli, è uno dei 37 musei e archivi d’impresa del settore legno-arredo censiti in Italia da una ricerca presentata nei giorni scorsi a Roma da FederlegnoArredo, Fondazione Costruiamo il Futuro e Fondazione Edison. Il mondo dei musei d’impresa è una realtà in crescita nel nostro Paese e strettamente connessa al turismo culturale, tanto che di recente il ministero per i Beni culturali ha siglato un Protocollo di intesa per la valorizzazione di queste realtà e di progetti volti alla loro integrazione nei percorsi museali italiani.

I musei dell’arredo-design hanno un rilievo particolare sia per la natura stessa dei prodotti in questione, sia per il riconoscimento internazionale attribuito al design made in Italy e al valore storico della sua tradizione, in particolare a partire dal secondo Dopoguerra. Ma anche per l’importanza che il comparto legno-arredo ricopre nel panorama della manifattura italiana, come fa notare il vicepresidente della Fondazione Edison, Marco Fortis: un settore composto da 79mila aziende che, nel 2016, hanno generato circa 41 miliardi di fatturato, ovvero il 4,6% del manifatturiero italiano nel suo complesso (Rapporto Fla 2016).

Volendo tracciare una mappa ideale dei musei d’impresa del legno-arredo, è facile accorgersi come questa ricalchi in buona parte la mappa della produzione industriale, con la stragrande maggioranza dei musei e degli archivi concentrati nelle aree della Brianza e del Comasco, in Veneto (e in particolare nel distretto muranese del vetro), in Emilia Romagna e nelle Marche.

Complessivamente, si legge nella ricerca, i musei e gli archivi fondati dalle aziende del comparto attraggono ogni anno circa 150mila visitatori, soprattutto esperti e operatori del settore – come architetti e designer, docenti, studenti e ricercatori – ma anche turisti occasionali, attratti dalle mostre temporanee che molti di questi musei allestiscono durante l’anno. Si tratta in genere di luoghi aperti al pubblico e visitabili gratuitamente, il che fa comprendere l’impegno di risorse, tempo e personale che questo genere di attività comporta per le aziende.

«Intercettare i turisti “puri” è la nostra grande sfida, ma non è facile, dal momento che il nostro museo si trova fuori Milano», spiega Giulia Molteni, responsabile marketing e comunicazione di Molteni&C, azienda di Giussano (Monza Brianza) che ha inaugurato il suo museo, progettato da Jasper Morrison, nel 2015, in occasione di Expo e degli 80 anni dell’azienda. «Organizziamo delle navette da Milano – aggiunge Giulia Molteni – e ovviamente la maggior parte dei visitatori arriva in coincidenza con il Salone del Mobile e della Design Week». Situato all’interno del cosiddetto Compound (il giardino antistante gli stabilimenti, che ospita anche due installazioni dei designer Ron Gilad e Patricia Urquiola), il museo attira 6mila visitatori l’anno e si propone soprattutto di essere memoria e testimonianza della storia dell’azienda e del design italiano. Oltre ai 48 prodotti-icona e proptotipi esposti nella mostra permanente, si trovano infatti anche 4.500 documenti fotografici e cartacei, tra cui, ad esempio, le immagini dei “pionieri” che, nel 1961 diedero vita al Salone del Mobile di Milano. «Il museo risponde alla necessità di nararre l’eredità delle aziende del gruppo – prosegue Giulia Molteni – ma assume anche un importante valore di marketing e un ruolo strategico per il training e la formazione dei nostri dealer e rivenditori».

Un compito confermato anche da altri imprenditori, che sottolineano l’importanza di questi musei o archivi come primo strumento di conoscenza delle aziende – delle loro storie e caratteristiche – per i potenziali dipendenti o partner delle aziende stesse.

«Anche per questo – spiega Lorenza Luti – organizziamo in genere visite guidate, soprattutto quando si tratta di partner o potenziali clienti». Tra i visitatori, dice Luti, non ci sono soltanto addetti ai lavori, ma anche manager di altri settori, che vengono a prendere ispirazione per avviare iniziative analoghe, oppure studenti universitari in cerca di materiale per tesi o tesine. «La maggior parte arriva dall’estero – aggiunge Luti – e prenotano la loro visita mesi prima».

Anche il museo di Potrona Frau a Tolentino, nelle Marche, è nato in occasione di un anniversario importante, il centenario dell’azienda fondata nel 1912. Progettato dall’architetto Michele De Lucchi, ospita prodotti, prototipi, foto, grafiche e documenti su uno spazio di 1.400 metri quadrati, visitati lo scorso anno da 4.500 persone.

Accanto ai musei aperti al pubblico, esistono molte realtà come il Museo Alessi o l’archivio Cassina, che sono invece rivolti a professionisti del settore, studenti o ricercatori, che possono accedervi su prenotazione per raccogliere materiale utile al loro lavoro o studio. «L’Archivio è memoria documentata dei prodotti dell’azienda – dice la responsabile dell’Archivio Cassina, Barbara Lehmann –: non solo degli arredi entrati in produzione, ma anche dei relativi modelli di studio, degli stampi e dei prototipi di ricerca». Con oltre 600 modelli fisici storici, è un riferimento importante non solo per studiosi e studenti, ma anche per i designer e architetti che lavorano con l’azienda e per il suo Centro Ricerche e Sviluppo

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