Economia

Le bici Pinarello puntano a 100 milioni di ricavi

  • Abbonati
  • Accedi
DUE RUOTE

Le bici Pinarello puntano a 100 milioni di ricavi

L’annuncio ufficiale risale a circa un anno fa. Nel dicembre 2016 il fondo del lusso L Catterton (legato ai big del lusso francese Lvmh e Arnault) annunciava un accordo per rilevare la maggioranza di una delle aziende di bici più famose del mondo: Pinarello, “bolide” ufficiale del Team Sky e del suo uomo simbolo Chris Froome, vincitore di quattro Tour de France ma oggi al centro di una controversa positività all’antidoping. Un’operazione destinata a segnare una nuova era per la filiera ciclistica italiana di alta gamma, di cui tuttavia dettagli, numeri e prospettive sono rimasti coperti dal più stretto riserbo.

Oggi, in base ad alcuni documenti ufficiali, è possibile non solo ipotizzare il valore monstre a cui è passata di mano la società (oggi tutta in pegno a Banca Bpm e Ubi Banca), cioè poco meno di 90 milioni, ma anche delineare gli obiettivi fissati dal nuovo piano industriale che prevedono, nel giugno 2022, un fatturato a ridosso di quota 100 milioni, per l’esattezza a 96,3 milioni, dai 58,5 milioni con cui si è chiuso l’esercizio al 30 giugno 2017. Tra le principali novità strategiche allo studio spunta inoltre l’espansione negli Stati Uniti con la costituzione di una società, operativa sul territorio Usa, direttamente controllata da Pinarello.

Innanzitutto il riassetto, che ha visto una semplificazione della catena di controllo del gruppo: il passaggio chiave è avvenuto lo scorso 29 marzo quando la Cicli Pinarello Srl, controllata all’80% da Pink Holding Sarl (veicolo lussemburghese del fondo L Catterton) e al 20% da Fausto Pinarello ha rilevato per 88,4 milioni di euro la Pinarello Holding. Quest’ultima aveva un azionariato diviso sostanzialmente in tre parti: un 33% di Fausto Pinarello, un altro 33% della sorella Carla e il resto del capitale cointestato a vari titoli a moglie e figli dello stesso Fausto. In sostanza il fondatore, che è ancora oggi presidente e ad, è rimasto col 20% dell’azienda in mano. Contestualmente, sia per finanziare parte dell’acquisizione sia per dotare la società di fondi per lo sviluppo (16 milioni), Cicli Pinarello ha sottoscritto un finanziamento da 54,5 milioni con Banca Bpm e Ubi Banca, che come garanzia hanno ricevuto in pegno l’intero capitale del gruppo e i suoi principali marchi.

La Cicli Pinarello, con effetto dal primo luglio, ha poi incorporato la Pinarello Holding e con essa tutte le società operative. La scadenza dell’esercizio è stata spostata a metà anno e così il bilancio consolidato riesposto al 30 giugno scorso vede ricavi a 58,5 milioni e un mol di 9,54 milioni. Le stime del nuovo piano? Fatturato a 96,3 milioni nel 2022 (per un tasso di crescita annuo vicina al 13%), un Ebitda Margin che raggiungerà il 19% e un mol che raddoppierà 18,3 a milioni; a regime, inoltre, la società dovrebbe generare utili netti superiori a 5 milioni.

Infine il tema dell’espansione negli Stati Uniti, dove nei prossimi mesi – come riferito da Radiocor - potrebbe essere costituita una società controllata con sede in loco. Per questo, nell’ultima assemblea dei soci, è stato cooptato in consiglio un manager ad hoc, l’americano David Leroy Vigil, che si occuperà di tutto il dossier e dei «progetti strategici del business Pinarello negli Stati Uniti». L’obiettivo? Superare la logica dei distributori terzi e fare business direttamente con una controllata, poiché «la maggiore penetrazione di questo mercato contribuirebbe al successo del gruppo Pinarello e alla crescita di valore dello stesso», che del resto è anche il principale obiettivo di un fondo di private equity come L Catterton. Per questo, «non appena venisse costituita una newco» Oltroceano, Vigil ne assumerebbe la carica di presidente e ad. Sarebbe una scommessa importante per il futuro di Pinarello, che già oggi realizza comunque il 90% del proprio fatturato fuori dall’Italia.

© Riproduzione riservata