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Il Tar di Lecce «boccia» il fronte del no in Puglia: sbloccata la…

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Il Tar di Lecce «boccia» il fronte del no in Puglia: sbloccata la centrale

Quasi sei anni di attesa. Il Tribunale regionale amministrativo di Lecce sblocca un investimento di 75 milioni della società Appia Energy relativo al raddoppio della centrale termoelettrica alimentata con combustibile derivato dai rifiuti. I giudici amministrativi dicono no alla sospensione del provvedimento della Provincia di Taranto che, per il progetto in questione, ha prorogato i termini della Valutazione di impatto ambientale (Via). La sospensiva dell’atto di proroga è stata chiesta dal Comune di Massafra nella cui area territoriale ricadrà il raddoppio della centrale, iniziativa partecipata dal gruppo industriale Marcegaglia.

Il progetto, presentato dall’Appia Energy, risale a febbraio del 2012 ed era stato autorizzato con determina del dirigente del Settore Ecologia della Provincia di Taranto a settembre dello stesso anno. A distanza di pochi giorni, il provvedimento di via libera era però stato revocato sulla base di alcuni rilievi mossi dalla Regione Puglia, la quale aveva chiesto l’acquisizione dell’attestazione di compatibilità paesaggistica da parte della giunta regionale “sulla base di una presunta interferenza dell’intervento con aree sottoposte a tutela” spiegano i legali di Appia Energy. Si era così aperto un contenzioso, definito dal Consiglio di Stato solo nel 2017 con una sentenza che aveva riconosciuto la legittimità dell’autorizzazione della Provincia di Taranto.

Ma nel frattempo, rammentano sempre gli avvocati, erano scaduti i termini della Valutazione di impatto ambientale “per cui la società aveva richiesto alla Provincia di Taranto una proroga dell’autorizzazione, concessa lo scorso 1 settembre”. Ed è proprio questo provvedimento di proroga che è stato contestato dal Comune di Massafra che ha messo in dubbio la sussistenza dei presupposti per differire i termini di validità della Via. “Con l’ordinanza - affermano gli avvocati - il Tar di Lecce, condividendo le tesi della società, ha respinto la richiesta di sospensiva dando così il via libera alla realizzazione dell’intervento”. L’intervento proposto, “che secondo le intenzioni della società verrà realizzato in tempi brevissimi”, prevede un investimento di 75 milioni di euro ed il raddoppio della potenza elettrica da 10 a 20 MW.

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