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Como forma i tecnici del tessile di qualità

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Como forma i tecnici del tessile di qualità

Il tessile italiano ha bisogno di giovani tecnici con competenze chimiche, esperti di tecnologia delle fibre, della loro nobilitazione e del colore. Qualità necessarie al sistema moda per restare competitivo nell’offerta di prodotti ad alto valore aggiunto. È partendo da questa consapevolezza che il territorio comasco ha ideato un nuovo corso quadriennale in chimica e materiali (per le tecnologie tessili). L’iniziativa, varata dall’Isis di Setificio Paolo Carcano di Como è stata presentata nei giorni scorsi.

La chimica applicata costituisce uno degli assi trainanti dell’economia comasca, tanto nelle aziende formalmente «chimiche» quanto in quelle di altri comparti in cui tuttavia la chimica svolge un ruolo essenziale, dal legno alla plastica alla grafica. Le aziende del comparto tessile, in particolare, da sempre si basano sulla competenza di diplomati e laureati in chimica, che ne conoscono le peculiarità sia nelle tecnologie tradizionali sia in quelle più innovative.

Il turnover tecnologico del comparto oggi è sempre più rapido, anche sulla spinta delle esigenze di carattere ambientale, e solo tenendo il passo con l’innovazione, secondo il parere degli addetti ai lavori, Como potrà mantenere la sua posizione di leader a livello internazionale. Da recenti studi Confindustria il fabbisogno nazionale complessivo del comparto tessile, abbigliamento e moda per i prossimi cinque anni è di almeno 47mila addetti, di cui oltre 19mila diplomati e oltre 3mila laureati. A fronte di questo, gli iscritti a corsi di Istituto tecnico coerenti con queste necessità, in tutt’Italia, sono poco più di 2mila (in particolare, nell’indirizzo Sistema Moda, l’unico ad oggi che includa una formazione specifica nella chimica tessile e della nobilitazione).

Nel nuovo ordinamento degli istituti tecnici però non sono più previsti corsi chimici che abbiano una espressa caratterizzazione verso la tecnologia delle fibre, della loro nobilitazione e del colore; una formazione di base viene recuperata localmente con attività integrative ma non specificamente finalizzate. Anche a livello universitario e di istruzione tecnica superiore la formazione specifica è limitata a poche sedi o a iniziative sporadiche; l'Università dell’Insubria, che fino al 2008/09 aveva fornito l’insegnamento di Tecnologia della nobilitazione tessile, oggi sta rivalutando l’interesse in questo settore.

La specializzazione e la creatività della filiera tessile comasca trova ambiti di espressione anche nel fast fashion e nel tessile tecnico. Ogni anno, da Como, vengono esportati in tutto il mondo tessuti ed accessori per un valore superiore al miliardo e quattrocento milioni di euro. «Per il futuro di questo patrimonio di competenze – ha dichiarato Andrea Taborelli, presidente del gruppo filiera tessile di Unindustria Como - che è presente nel nostro territorio e che lo qualifica in tutto il mondo è decisivo investire nel capitale umano e soprattutto nei giovani. Occorrono specialisti non solo nelle fasi di creazione del prodotto ma anche nelle fasi di produzione e nobilitazione del tessuto. Il gruppo filiera tessile di Unindustria Como - ha aggiunto - è attento alla formazione dei giovani ed è vicino al percorso formativo della scuola di Setificio. Lo testimoniano il sostegno a Fondazione Setificio, gli investimenti che l’associazione ha contribuito in questi ultimi anni a finanziare e che proseguirà nei prossimi mesi per l’aggiornamento dei laboratori e la prosecuzione del progetto Alternanza potenziata, che mediante l’alternanza scuola-lavoro consente agli studenti motivati di entrare in contatto con le aziende comasche desiderose di valorizzarli».

La prima classe del nuovo corso quadriennale (le iscrizioni si aprono il 16 gennaio e si chiudono il 6 febbraio) inizierà le lezioni a settembre 2018, con un monte ore più impegnativo, un tutoring speciale da parte delle aziende e un carico di lavoro che tiene conto delle esigenze dei ragazzi. «Costruire un corso quadriennale – ha detto Roberto Peverelli, dirigente scolastico Isis di Setificio – significa in parte cambiare il modo di fare scuola, di fare stare i ragazzi a scuola. Abbiamo proposto un’offerta di formazione che andasse a intersecare i bisogni delle aziende del territorio».

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