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Produzione industriale al palo

ISTAT

Produzione industriale al palo

A novembre la produzione industriale italiana rallenta, realizzando un progresso nullo rispetto al mese precedente, una crescita del 2,2% su base tendenziale, abbassando a quota +2,7% il progresso dall’inizio dell’anno.

Performance deludente soprattutto alla luce dell’ultima rilevazione Eurostat, che vede invece per l’Europa uno scatto corale, quasi un punto di guadagno nel dato mensile, 3,5 nel confronto annuo.

A frenare le medie tendenziali in Italia è in parte l’energia, anche se sono numerosi i settori caratterizzati dal segno meno.

Arretrano nel mese alimentari, tessile-abbigliamento, legno-carta ed elettronica, mentre la miglior performance è della farmaceutica, protagonista di uno scatto che sfiora il 18%.

Resto positiva invece l’intera filiera meccanica, con i mezzi di trasporto in crescita del 5% (+6,3% per le auto) e i prodotti in metallo a +3,7%. Un poco inferiore alle attese è invece il dato per macchinari e attrezzature, in costante accelerazione nei mesi precedenti (+5,7% ad ottobre) e ora in grado di crescere solo del 2,7%, in linea con la performance dell’intero 2017. Vero è che si tratta di un’area particolarmente ampia, (include ad esempio motori, valvole e rubinetti) e quindi l’effetto degli incentivi 4.0 si diluisce anche su aree che non sono oggetto di bonus.

Nella parte strettamente impiantistica, infatti, i dati raccolti dalle associazioni aderenti a Federmacchine, segnalano grazie al piano Calenda il nuovo record assoluto sia per la produzione complessiva che per il consumo interno di robot e macchinari, tornato oltre i livelli pre-crisi.

Anche se il 2017 si avvia comunque a concretizzare la crescita più alta dal 2010, a novembre l’indice globale della produzione industriale in Italia resta ancorato a quota 97,2 (2010=100), allontanandosi nuovamente dal resto d’Europa: la Germania si trova a quota 117,3, la Francia a 105,5, l’intera Ue a 28 supera quota 111.

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