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Salerno, per il porto un piano di investimenti che vale oltre 210 milioni

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infrastrutture

Salerno, per il porto un piano di investimenti che vale oltre 210 milioni

(Marka)
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Grandi investimenti infrastrutturali in programma per il porto di Salerno che dovrà spendere 210 milioni circa entro il 2020. Si tratta di progetti finanziati con fondi nazionali e altri sostenuti dalla Unione Europea: in ogni caso strategici poichè puntano a migliorare accessibilità e servizi dello scalo campano che in questi giorni entra a far parte dell’Autorità di sistema portuale Tirreno centrale, con un anno di ritardo rispetto ai tempi dettati per tutti gli altri scali dalla Riforma dei porti varata dal ministro Delrio nel 2016.

Il porto di Salerno ha conosciuto negli ultimi anni una crescita significativa dei traffici, tenedenza confermata nel 2017, quando la movimentazione di contenitori è ulteriormente cresciuta del +13% (tra 420.000 e 430.000 teus).

Mentre continua a frenare nett amente il traffico crocieristico a causa di problemi infrastrutturali. Ma è necessario che l’infrastruttura venga adeguata a nuovi standard perchè possa guadagnare competitività in una fase di grande espansione dei traffici marittimi.

Più in dettaglio, lo scalo campano nel 2017 ha dato il via a opere per 171 milioni, di queste una piccolissima parte, come lo spianamento dei fondali del porto commerciale (1,1 milioni) è in cantiere e dovrebbe essere completato entro febbraio. Tutte le altre opere sono in diverso stato di avanzamento. A queste si aggiungono gli interventi previsti dal “Grande progetto” per il Porto di Salerno, varato con la programmazione 2007-2014 e poi scivolato in quella del settennato 2014-2020 da 44,7 milioni. Dei 73 milioni del grande progetto, sono stati completati e collaudati interventi per 33 milioni.

La realizzazione della porta Ovest è uno degli interventi più importanti, da 149 milioni, che servirebbe a migliorare la viabilità del porto e i collegamenti con le principali arterie. Realizzata per il 45%, i lavori sono stati interrotti a seguito delle difficoltà dell'impresa appaltatrice, la Tecnis, oggi in legge Marzano. Nel frattempo sono emerse anche necessità di varianti al progetto per le quali si attendono le autorizzazioni.
Sul tavolo dei tecnici dell’Adsp Tirreno centrale i due interventi previsti dal grande progetto, necessari per consentire l’attracco di navi moderne di grandi dimensioni. Il primo riguarda l’allargamento della imboccatura portuale, opera da 23 milioni, per la quale è stato fatto l'appalto integrato. Il Comitato tecnico amministrativo presso il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche della Campania ha richiesto prove in vasca tridimensionale che sono state affidate alla HR Wallingford Reserche Ltd di Londra. Il secondo è altrettanto importante progetto, per i dragaggio dei fondali, da 22 milioni circa, attende il via libera del ministero dell'Ambiente. L'autorità sta valutando la possibilità di attingere altri finanziamenti allo scopo di dragare non solo di un metro, come previsto dal progetto originario, ma di tre.

Di minore importo ma comunque attesi sono altri cantieri, tra cui la riqualificazione del molo Manfredi, nella parte antistante la prestigiosa, anche se per ora poco utilizzata Stazione Marittima, progettata da Zaha Hadid. Il cantiere sarà aperto a giorni.

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