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La «nuova vita» di Zelig, il cabaret si trasforma in canale tv

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La «nuova vita» di Zelig, il cabaret si trasforma in canale tv

Una «nuova sfida imprenditoriale creativa e multipiattaforma». Così sul palco del teatro Zelig ieri è stato battezzato Zelig Tv, nuovo canale dal 25 febbraio sul digitale terrestre. Nei fatti, è l’inizio di una nuova vita per un’icona della comicità e dell’intrattenimento di qualità, fenomeno di cultura e costume che ha attraversato più di trent’anni. È infatti nel maggio 1986 che al civico 140 di viale Monza a Milano parte un’avventura che ha rappresentato un passaggio di testimone dello storico Derby di Viale Monte Rosa.

Tanti gli artisti che da quella palestra hanno spiccato il volo grazie anche all’accelerazione a partire dal ’96, anno d’inizio delle trasmissioni sulle reti Mediaset mentre in contemporanea si decideva di far diventare quel cabaret un’esperienza imprenditoriale con la nascita della società Bananas.

Affonda le radici in questa storia trentennale il progetto di Zelig Tv in cui, ora come allora, a tentare l’avventura sono Giancarlo Bozzo (sarà il direttore artistico), Gino Vignati e Michele Mozzali (fondatori insieme a Bozzo dello Zelig), Roberto Bosatra (ad di Bananas nel frattempo diventata Bananas Media Company). Con il ruolo di dg di Bananas è arrivato anche Gianluca Paladini (ex ad laeffe). Oltre a loro, il comitato editoriale si compone di Marina Di Loreto e Nico Colonna (presidente di Gut e fondatore e ideatore a fine anni Settanta, insieme con Gino e Michele, dell’agenda Smemoranda). Stefano Preti è responsabile web del gruppo.

Il risultato è la creazione di un sistema composto da canale tv, centro di produzione, web tv. Il tutto unendo le forze con Smemoranda visto che a fine gennaio Gut, il gruppo che possiede la società che vende la storica agenda-libro (25 milioni di agende vendute dal 1979), completerà l’acquisto di Bananas unendo sotto il suo cappello anche il marchio Zelig.

Gino e Michele parlano così di «due primogeniti che finalmente
vivono sotto lo stesso tetto». Di certo, due fenomeni culturali di assoluto rilievo si troveranno a fare una strada sempre più comune, aumentando le possibilità di “engagement” del canale Tv: verso il pubblico di Zelig (15-55 anni) e quello di
Smemoranda (generazione Z e millennials). Un’audience eterogenea che già oggi in rete conta oltre 3 milioni di follower complessivi.

Notazione d’obbligo per i nostalgici: in onda non andranno contenuti del passato (quelli sono di proprietà di Rti-Mediaset), ma produzioni originali nate, spiega Bosatra, all’interno di «hub dove poter sperimentare nuove idee, magari da esportare sui canali dei broadcaster tradizionali». Il palinsesto si comporrà di 400 ore di contenuti originali con 200 ore di acquisizioni di film e serie tv. Avendo l’ambizione di un’offerta da canale semigeneralista non mancherà poi un’offerta news, in cui ampio spazio sarà dato a reportage e magazine curati da tre partner: la ong Emergency; l’associazione anti discriminazione Diversity e il network gestito da adolescenti Radioimmaginaria.

Certo, la scommessa non è da poco. Il canale è infatti posizionato al 243 (sul mux di Dfree) e in quella posizione è difficile pensare di andare oltre lo 0,5% di share nella migliore delle ipotesi. In partenza l’obiettivo è dello 0,2 per cento. La raccolta pubblicitaria sarà affidata a Prs è l’idea è di puntare inizialmente a 4-6 milioni complessivi di cui però circa 3 dalla tabellare e il resto da branded content e dalla vendita dei contenuti ai broadcaster tradizionali. Per tre anni la stima è di 5 milioni di investimenti l’anno, con prospettive di break even in un paio d’anni e di ritorno degli investimenti in 4 anni circa.

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