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arte ed economia

Capodimonte apre le porte ai privati: online il bando per la gestione del Casamento con orti e giardini

Gestire un ristorante con giardino e frutteto nel Bosco del Museo di Capodimonte: non è solo una pagina del Libro dei sogni, ma un progetto vero che può diventare realtà. È stato pubblicato on line l’avviso pubblico per la concessione del “Giardino”, del “Casamento della Torre” e del “Giardino della Fruttiera”, parte del Bosco e pertinenze del prestigioso Museo napoletano, oggi tutto affidato al direttore generale Sylvain Bellenger. La gara si chiuderà il 6 marzo.

Il Real Bosco di Capodimonte, nato come riserva di caccia, si estende a ridosso della Reggia per circa 134 ettari: si tratta di una distesa verde con più di 400 diverse specie vegetali e 16 edifici storici funzionali alle attività venatorie, attraversata da 34 chilometri di viali percorribili e da 10 ettari di praterie restaurate. All’interno del Real Bosco, è presente l’unica testimonianza dei “giardini produttivi” del settecento: un giardino composto cioè da aree con differenti destinazioni d’uso e una piccola masseria, conosciuta come “Casamento della Torre”.

Valorizzare giardini e masseria

È proprio questa parte del Bosco, insieme al “Giardino della Fruttiera”, che sarà oggetto dei primi interventi di rilancio anche economico del Parco. Invitalia, in qualità di centrale di committenza, ha pubblicato il bando di gara che prevede la concessione del “Compendio Immobiliare Giardino Torre” (giardini e masseria) per favorirne la valorizzazione attraverso attività connesse alla ristorazione, all’utilizzo del frutteto e dell’orto storico, alla commercializzazione di prodotti selezionati, ad attività didattico-ricreative, di educazione alimentare, agronomica, botanica e culinaria. Purchè ciò avvenga nel rispetto della natura dei manufatti storici.

Allo studio un masterplan per 17 siti

Ma questo è solo il primo passo di un programma più ampio che si inserisce nel Mumex - il Progetto Poli Museali di eccellenza nel Mezzogiorno che prevede tra l’altro il coinvolgimento dei privati nella gestione. Realizzato in stretta collaborazione con la dg di Capodimonte e presentato al ministro dei Beni e delle Attività culturali a novembre 2017, il Piano punta a trasformare il complesso costituito dalla Reggia con le sue collezioni, dal Bosco e dalle Fabbriche in un unico sistema di offerta culturale integrato, che comprenda arte, storia, architettura, natura, spettacoli ed esecuzioni artistiche, ristoro e svago. Tutti gli altri siti infatti verranno rianimati con varie attività e destinazioni.

«La riforma Franceschini ha unito sotto un’unica direzione la gestione del museo e del bosco, operando una vera rivoluzione in tal senso e creando un’opportunità unica in Europa. Il bando – dice il dg Bellenger – è solo il primo step del masterplan, frutto di due anni di lavoro tra il Museo e Invitalia che trasformerà il Bosco di Capodimonte in un grande campus culturale».

Il bando

Il bando pubblicato a dicembre da Invitalia si chiude il 6 marzo: entro quella data le imprese interessate potranno presentare domanda di concessione con una proposta di valorizzazione e gestione. Si chiede un canone minimo di 20mila euro annui, da pagare a partire dal settimo anno di contratto, oltre a royalties pari a non meno del 2% del fatturato annuo. La concessione potrà avere una durata massima di 20 anni.

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