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L’indotto dell’aerospazio in Puglia riparte grazie a un fondo…

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L’indotto dell’aerospazio in Puglia riparte grazie a un fondo anglo-americano

L’intervento del fondo di investimento anglo-americano Bybrook Capital consente, nell’aerospazio pugliese, di salvare anche l’azienda Gse dopo aver salvato la Dema. Entrambe si occupano infatti di aerostrutture e Gse fa parte dell’indotto dello stabilimento Leonardo-Finmeccanica di Grottaglie (Taranto) dove si costruiscono due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787. Il fondo di investimento, spiega Michele Tamburrano della Fim Cisl, «è prima intervenuto nella Dema di Brindisi, che si trovava in serie difficoltà, e ha salvato un centinaio circa di posti di lavoro. Poi ha allargato il proprio raggio d’azione e, attraverso la Dcm, che fa parte della Dema, è intervenuto sulla Gse: qui i posti di lavoro che si rischiavano di perdere erano 225 con i licenziamenti a fine mese».

Non tutti i 225 verranno subito rioccupati. «Centotredici unità – dice Tamburrano – saranno riassorbite nella fase di riavvio, le altre 112 riceveranno invece da Dema una lettera con l’impegno ad assumerle in un triennio». Diverse anche le modalità d’intervento: nel caso di Dema, l’acquisizione è stata fatta dalla proprietà con un esborso di circa 50 milioni di euro, mentre per Gse l’acquisizione è avvenuta dalla curatela fallimentare per 3,6 milioni con l’impegno di investirne altri 10 per il rilancio. Obiettivo delle due operazioni, afferma il sindacalista, è strutturare un nuovo gruppo dell’aerospazio in un’area della Puglia dove il settore è cresciuto molto. Solo Leonardo (ex Alenia), partita più di dieci anni fa con la commessa Boeing, oggi ha 1.100 addetti (età media 33 anni), stabilizzato parte dei lavoratori interinali e costruito circa 700 coppie di fusoliere (la numero 44 e la numero 46).

«Sono felice che investitori anglo-americani abbiano puntato sul distretto pugliese dell’aerospazio ed in particolare sullo stabilimento di Grottaglie – dichiara l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Michele Mazzarano –. Un particolare apprezzamento va rivolto al lavoro della task force per l’occupazione che, insieme all’assessorato allo Sviluppo economico, ha lavorato per diversi mesi con i rappresentanti del fondo di investimenti che ha rilevato la Gse per giungere alla risoluzione positiva della vertenza ed alla piena rioccupazione dei lavoratori». «Vigileremo – conclude Mazzarano – affinché l’accordo venga rispettato pienamente dalla nuova proprietà e soprattutto su consistenza e sostenibilità degli investimenti per innovazione e diversificazione produttiva. La Regione Puglia è pronta a sostenere ogni investimento purché sia indirizzato verso la diversificazione produttiva per uscire dalla dipendenza della monocommittenza di Leonardo e Boing e per implementare l’occupazione».

Va aggiunto che, attraverso Leonardo, le altre imprese e i progetti di sperimentazione dei velivoli a pilotaggio remoto, l’area di Grottaglie va accentuando la sua caratterizzazione nell’aerospazio. Proprio a supporto di tali iniziative, di recente la società Aeroporti di Puglia, partecipata dalla Regione, ha appaltato lavori per 10,239 milioni di euro nell’aeroporto di Grottaglie, attiguo allo stabilimento Leonardo, per effettuare la manutenzione straordinaria degli hangar one e two, l’ampliamento del piazzale aeromobili “D” e l’adeguamento dei raccordi “D” e “I” e il nuovo tronco nord della via di rullaggio “T” e raccordo “F”. L’esecuzione è stata affidata all’associazione temporanea di imprese costituita dal consorzio stabile Infratech (capogruppo) e da Bollita srl. Conclusione in 180 giorni. Con questi lavori, spiega AdP, l’aeroporto di Grottaglie «compie un nuovo passo in avanti sul piano del potenziamento e della qualificazione» e diviene «la più importante infrastruttura strategica a livello nazionale ed europeo nel settore dell’aerospazio destinata alla sperimentazione, alla ricerca e allo sviluppo di prodotti aeronautici, con particolare riguardo agli aeromobili a pilotaggio remoto».

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