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Arvedi pronta a rilevare 400 addetti da ArcelorMittal

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SIDERURGIA

Arvedi pronta a rilevare 400 addetti da ArcelorMittal

Si chiama «Paloma» il veicolo societario con il quale ArcelorMittal sta predisponendo il «rimedio» che la Commissione europea potrebbe richiedere, nelle prossime settimane, per dare il via libera all'operazione di acquisizione di Ilva, a rischio concentrazione nel settore europeo degli zincati, in particolare sul mercato italiano. Per ottenere il via libera, la cordata Am Investco Italy (si è aggiudicata gli asset Ilva in amministrazione straordinaria) potrebbe essere costretta a perdere il supporto di Marcegaglia nella cordata, e soprattutto a cedere lo stabilimento della Magona di Piombino, di proprietà di ArcelorMittal (socio di maggioranza di Am Investco).

Paloma è la «scatola», partecipata al 100% dalla stessa controllata italiana di Am, all'interno della quale sarà conferito un ramo d'azienda delle attività di ArcelorMittal a Piombino, con circa 400 dipendenti. La società include tutti i beni immobili dello stabilimento, compreso il magazzino e alcuni impianti, come la linea di decapaggio e di laminazione, tre linee di zincatura a caldo, una linea di verniciatura e le linee di taglio, oltre a licenze, concessioni, contratti di pertinenza e la partecipazione azionaria nel capitale di Smepp, la società mezzi portuali di Piombino. Questo conferimento - esplicita ArcelorMittal Piombino in una nota inviata ai sindacati - si inserisce nell'ambito dell'operazione finalizzata all'ottenimento dell'autorizzazione, da parte della Commissione europea ai sensi delle norme antitrust, all'acquisizione degli asset dell'Ilva in amministrazione straordinaria. Subordinatamente all'avveramento di questa condizione - prosegue la comunicazione - è intenzione di ArcelorMittal Piombino procedere al conferimento e successivamente di cedere l'intero capitale di Paloma a Finarvedi. Il passaggio dei lavoratori da Am Piombino a Paloma avverrà in continuità (ex articolo 2112), prevedibilmente non prima del 30 aprile e non oltre il 30 giugno. Circa 50 milioni, secondo indiscrezioni sindacali riportate nei giorni scorsi di Tirreno, la cifra che Arvedi dovrebbe pagare per aggiudicarsi l'asset.

Dopo questa operazione Am Piombino resterà proprietaria dei due stabilimenti a Luogosano, in provincia di Avellino e Canossa, in provincia di Reggio Emilia, oltre che della struttura organizzata operativa sulla cosiddetta linea di verniciatura n.2, che comprende sessanta dipendenti. Questa struttura - spiega Am Piombino - rimarrà operativa e continuerà ad essere gestita nel sito di Piombino, in una zona delimitata e riservata, per dodici mesi dopo la cessione di Paloma. Un anno dopo la linea verrà smontata e trasferita in un altro sito del gruppo ArcelorMittal che ha espresso al sindacato la sua disponibilità a discutere eventuali soluzioni da adottare nei confronti dei sessanta dipendenti occupati in questo impianto.

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