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Parte per gli Usa un bastimento carico di.. sale (sardo)

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Parte per gli Usa un bastimento carico di.. sale (sardo)

Dopo la chimica il sale. Per uso alimentare, wellness, industriale e anche chimico, da esportare oltre oceano e nel nord Europa. Guarda ai mercati internazionali la produzione delle saline Ing. Luigi Conti Vecchi, di proprietà Syndial Eni di Macchiareddu, a poche decine di chilometri da Cagliari.
Proprio in questi giorni, come rimarca l’amministratore delegato Andrea Cecchinato, partirà per gli Stati Uniti il primo carico di importanza rilevante (50mila tonnellate) di sale destinato al settore non alimentare, nello specifico “al disgelo”.

«Una spedizione importante – spiega Cecchinato– che apre le porte a un mercato estero di grandi volumi. Un percorso che abbiamo già intrapreso lo scorso anno con la Danimarca e il nord Europa».
La nuova vita della salina (tramontato il sogno della chimica tradizionale e del pvc nato negli anni 60 con la Sir di Rovelli e poi ereditato dall’Eni), passa per il settore alimentare, quello industriale e conserva sempre una piccola fetta della chimica tradizionale.

Dopo un investimento da 60 milioni di euro per la riconversione, (alcuni anni fa si parlava di cessione dell'impianto che si sviluppa in un’area di 2700 ettari a Macchiareddu), si parte con il nuovo corso che vede rafforzare il settore della produzione alimentare. «Il potenziale delle saline è di 400 mila tonnellate annue – aggiunge Cecchinato – di queste 150mila vengono destinate alla raffinazione e quindi all’uso alimentare, 50mila industria chimica per soda, acido cloridrico e varechina che produciamo con impianto di ultima generazione con celle bipolari a membrana di ultima generazione, mentre le ultime 200 mila alimentano il mercato del disgelo».

Non è comunque tutto per l’azienda che ha un fatturato di 10 milioni di euro l'anno e punta a una crescita guardando soprattutto ai mercati internazionali. A fare la differenza saranno i prodotti di nicchia. “Il Fior di Sale”, che Cecchinato definisce «il caviale del sale» ossia, un sale particolare che si forma sul pelo libero dell'acqua, con determinate condizioni di acqua aria vento e sole e si raccoglie con un grande colino. «È più dolce dell’altro sale ed è un prodotto ricco di sostanze organolettiche, particolarmente utilizzato nell’alta cucina».
Poi ci sono i prodotti destinati al Welness su cui proprio in questo periodo la Contivecchi punta. «Questa è una parte in forte crescita – continua ancora il manager – che riguarda le Acque madri. Ovvero le acque che hanno generato il sale e che sono ricche di cloruro di magnesio e solfato di magnesio. Il primo è usato per i trattamenti di bellezza e i processi di talassoterapia, il secondo nel settore chimico per fare le gomme». Proprio sul settore dei trattamenti di bellezza si contano già convenzioni e forniture sia in Sardegna sia nella penisola, “Novara, Bergamo e altri siti”.

E poi c’è l’aspetto che unisce passato e futuro. Tradizione e innovazione. Da diversi mesi, grazie a un progetto firmato dal Fondo ambiente italiano e Syndial, si possono fare le visite guidate a bordo di un trenino attraverso le vasche evaporanti dove si possono vedere anche i fenicotteri e gli aironi. Inoltre grazie alla proiezione di filmati o alla consultazione di documenti e visita di stanze e uffici trasformati in un vero e proprio museo si può conoscere la storia della salina nata nel 1919 a opera dell'ingegner Luigi Conti Vecchi che presentò il progetto per bonificare e risanare l’area a qualche decina di chilometri da Cagliari trasformandola in una salina. Ora il nuovo corso che mette assieme sale e turismo.

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