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Sanofi estende il welfare «familiare» a tutte le coppie di fatto

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il nuovo integrativo

Sanofi estende il welfare «familiare» a tutte le coppie di fatto

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Una giornata di lavoro in Sanofi
Una giornata di lavoro in Sanofi

Sanofi estende il welfare integrativo a tutti i collaboratori e alle loro famiglie, equiparando i nuclei familiari a prescindere dal sesso dei componenti e dal tipo di unione della coppia.
Lo prevede il nuovo accordo sottoscritto dal management della big pharma con le delegazioni di Femca, Filctem e Uiltec, un testo che va a completare e, per certi versi, potenziare l’intesa di luglio scorso riguardante gli oltre mille collaboratori della propria struttura commerciale italiana. I lavoratori e i loro congiunti potranno usufruire di ogni benefit previsto semplicemente presentando la certificazione del proprio stato civile o di fatto.

«Un approccio concreto - spiega la nota di Sanofi - e assolutamente in linea con la cultura del gruppo che da sempre promuove un ambiente di lavoro senza forme di discriminazione per collaboratori e partner, creativo e stimolante, attraverso iniziative che mettono la persona al centro. Un approccio ribadito attraverso l’adesione di Sanofi a Parks - Liberi e Uguali, l’associazione senza scopo di lucro che supporta le aziende nello sviluppo di strategie e buone pratiche rispettose della diversità di orientamento sessuale dei suoi dipendenti».

L’accordo insiste anche su smartworking e volontariato. Il lavoro a distanza viene potenziato: dal primo gennaio i collaboratori delle sedi di Milano, Modena e Roma possono lavorare in smart working due giorni su cinque a settimana. In ultimo c’è il progetto di volontariato aziendale «Give Back» che prevede la possibilità per il collaboratore di dedicare una giornata regolarmente retribuita da finalizzare a un’attività per il prossimo, scegliendo da uno specifico calendario strutturato in collaborazione con associazioni ed enti attivi sul territorio: la formula pilota, da ottobre a dicembre, ha coinvolto una sessantina di collaboratori e comprendeva attività a supporto di bambini, giovani e anziani in condizioni di disagio, ma anche giornate in city farm a contatto con la terra e i suoi frutti.

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