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Un laboratorio Bocconi-Microsoft per applicare l’Intelligenza…

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Un laboratorio Bocconi-Microsoft per applicare l’Intelligenza Artificiale

(Marka)
(Marka)

«I fondamentali. Cioè strumenti per affrontare problemi. Se vogliamo aiutare i giovani, qui in Bocconi dobbiamo insegnare questo». Il pensiero va alla finanza o al marketing, oppure alle teorie di micro o macroeconomia, o ancora all’organizzazione del lavoro. Ma i “mattoni” di cui Riccardo Zecchina parla sono del tutto diversi, e già il fatto che il più blasonato ateneo di economia in Italia ingaggi un fisico teorico racconta molto dell’evoluzione in atto. Zecchina, allievo di Tullio Regge, titolare della Vodafone chair in Data Science e Machine Learning, è tra i guru mondiali di queste materie, nuove frontiere di studio che devono rispondere ad una domanda chiave: come trasformare i dati in informazioni.

«Oggi la disponibilità della materia prima è quasi infinita - spiega Zecchina - ma il problema è come utilizzarla in modo produttivo ed efficace, utilizzando sistemi automatici di analisi. E le applicazioni sono sterminate: dalle tlc alla medicina; dalla manifattura alla biologia». La parola magica è algoritmo, punto di arrivo dello schema di analisi che deve poter macinare gigabyte di misurazioni e variabili per risolvere problemi concreti: ad esempio valutare una mammografia senza margini di errore, oppure fermare un robot della linea di assemblaggio prima che si guasti, oppure studiare una nuova promozione che massimizzi gli incassi per una catena di supermercati.

Un percorso, quello dell’analisi e dell’interpretazione dei dati, che la Bocconi di Milano ha deciso di percorrere con forza, creando già dal 2016 una laurea triennale in Economics, management e computer science, percorso che coinvolge 162 studenti (100 posti per il prossimo anno)  a cui da settembre si affiancherà una magistrale in Data science e Business analytics, dove le domande di iscrizione stanno già fioccando. Ma i lavori non si fermano, con l’apertura di un nuovo laboratorio di intelligenza artificiale che a regime avrà 15 ricercatori e che può già partire grazie ad un primo accordo di collaborazione con Microsoft.

«Lavoriamo per attrarre qui i migliori talenti mondiali - aggiunge Zecchina -, ad esempio matematici e fisici, iniziando ad attivare le prime collaborazioni con le imprese per sviluppare progetti congiunti. Non vogliamo enormi centri di calcolo, a cui si può accedere in outsourcing, ma un team che lavori per sviluppare algoritmi avanzati, infrastrutture di calcolo, modelli complessi da applicare a più scenari».La diffusione delle tecnologie digitali di Industria 4.0 all’interno del mondo della manifattura è solo uno degli aspetti che porta una maggiore domanda di competenze “matematiche” da parte delle imprese ed è il motivo per cui sono numerosi gli atenei in Italia a puntare su queste nuove specializzazioni. Non necessariamente patrimonio esclusivo delle facoltà scientifiche.

«Se guardiamo all’estero vediamo corsi di data science gestiti in modo trasversale, perché trasversali sono le competenze sviluppate. È un nuovo modo di fare scienza, che offre grandi opportunità di sviluppo e in cui il balzo in termini di conoscenze in pochi anni è stato pazzesco». Accelerazione che la Bocconi cavalca anche oltre i percorsi specialistici, rendendo obbligatorio un esame di “coding” per tutti gli studenti del triennio, indipendentemente dall’indirizzo. La programmazione diverrà così patrimonio comune di ogni bocconiano. Che se chiamato da un colosso globale della robotica potrà essere ingaggiato non solo in finanza o marketing. Ma magari per scoprire quel segnale debole e prezioso che consenta di fermare la macchina prima che si rompa.

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