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Elenos rileva il competitor in Illinois, Ferrara hub mondiale del…

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TECNOLOGIE

Elenos rileva il competitor in Illinois, Ferrara hub mondiale del broadcasting

Nasce a Poggio Renatico, nella campagna ferrarese, un hub mondiale del broadcasting radiofonico e televisivo che contende la leadership del mercato a tre major americane e ai tedeschi di Rohd &Schwarz: protagonista il gruppo Elenos della famiglia Busi, piccola realtà di 13 milioni di euro di fatturato e 75 dipendenti nel business degli amplificatori, che ha acquisito il suo diretto competitor in Illinois, Broadcast Electronics (BE), primo produttore americano di attrezzature radiofoniche, una preda grande quanto il predatore (una decina di milioni di business e 50 addetti).

L’operazione permette a Elenos di superare l’ostacolo delle licenze oltreoceano e apre l’enorme mercato statunitense alle tecnologie estensi, le uniche in grado di lavorare con tutti i formati e gli standard radiofonici e televisivi del mondo. L’obiettivo è arrivare a 30 milioni di euro di giro d’affari già quest’anno e salire a 40 milioni entro fine 2019 . Elenos (acronimo di “elettrone nostro”) nasce 40 anni fa tra le nebbie padane come azienda di automazione industriale. «Io allora ero un dipendente – spiega il titolare, Leonardo Busi – ma la situazione era talmente dura che la proprietà non aveva soldi per pagarmi lo stipendio e mi remunerava con quote azionarie. Ci siamo convertiti agli amplificatori con l’avvento delle radio libere e io via via mi sono ritrovato da solo al comando. Negli ultimi dieci anni abbiamo superato due terremoti e un’alluvione, quando è arrivata la crisi economica non ce ne siamo neppure accorti». Dal 2007 a oggi Elenos è passata da 2 a 10 milioni di fatturato solo nello stabilimento di Ferrara, ha aperto una filiale a Miami e una a Singapore e ha acquisito la Itelco di Orvieto, marchio storico di Tlc mobili e broadcasting finito in concordato, preso in affitto nel 2011 e rilevato lo scorso anno.

«I nostri sono gli amplificatori più piccoli, più potenti e con i minori consumi disponibili sul mercato mondiale: a parità di prestazioni hanno un quarto delle dimensioni degli impianti dei competitor. Motivo per cui sono nostre clienti tutte le emittenti radio e tv del Paese (eccezion fatta per la Rai, perché le gare pubbliche al ribasso non fanno per noi, ma le benediciamo perché fanno pulizia della concorrenza) ma anche tv tedesche e siamo fornitori unici di Radio Maria in tutto il mondo», sottolinea Busi. Che non si limita a produrre trasmitter per segnali radio e tv, ma costruisce acceleratori di particelle per il Cern di Ginevra, per l’Università di Uppsala, per il centro internazionale di ricerca Elettra Sincrotrone di Trieste. «Dedichiamo a innovazione e ricerca il 10% del fatturato ogni anno. Purtroppo si fa fatica ad attirare ingegneri e senior manager a Poggio Renatico (neanche 10mila abitanti nella pianura estense, ndr) – ammette Busi – e l’operazione Itelco a Orvieto è servita proprio a recuperare manodopera intellettuale».

La storica azienda americana Broadcast Electronics di Quincy, Illinois, produttore a livello mondiale di hardware e trasmettitori radiofonici e principale distributore negli Usa, sarà ora la testa di ponte per conquistare il ricco mercato nordamericano e le sue migliaia di emittenti radio e tv. In Elenos sono entrati anche AudioVault e Marti, marchi di Broadcast Electronics specializzati in componenti ad alta tecnologia. «Non è finita qui – avverte Busi – sempre oltreoceano abbiamo un’altra operazione in fase di chiusura».

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