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Stampa tedesca: test su gas di scarico con scimmie e cavie umane

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Stampa tedesca: test su gas di scarico con scimmie e cavie umane

Nuovo scandalo per i colossi dell'auto tedeschi sul fronte delle emissioni dei motori diesel, il cosiddetto dieselgate. Secondo indiscrezioni dei media tedeschi, lo European research group on environment and health in the transport sector (Eugt), un gruppo di ricerca sostenuto da Volkswagen, Daimler e Bmw, avrebbe effettuato test sui gas di scarico dei motori diesel usando come cavie scimmie ed esseri umani. In particolare il test, svolto nel 2014 ed eseguito in una clinica usata dalla Università di Aachen, avrebbe esposto ai gas 25 persone. La vicenda si accoda alla denuncia, rilanciata da un’indagine del New York Times, di esperimenti analoghi condotti su scimmie. Secondo quanto emerso, le scimmie sono state rinchiuse in una specie di vetrina, tranquillizzate con la proiezione di cartoni animati, e sottoposte a gas di scarico per 4 ore. «Le scimmie sono animali che hanno bisogno di muoversi molto e già costringerle a sedere davanti a uno schermo è tortura in sé - ha spiegato ai media Klaus Kronaus, numero uno dell'associazione anti-cavie -. Il gas di scarico poi le espone a un problema di salute». Il caso, come sottolinea Bloomberg, rappresenta un ulteriore colpo alla reputazione «un tempo stellare» dei produttori tedeschi, oltre a minare la percezione delle vetture a diesel.

Dura la presa di posizione della cancelliera Merkel: «Questi test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico. L'indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile», ha affermato il portavoce Seibert. La cancelliera tedesca sollecita i gruppi dell’auto tedesca a fare chiarezza. «Le industrie dell'auto avrebbero dovuto limitare le emissioni e non dimostrarne la presunta innocuità», ha aggiunto Seibert.

I test ogni tre ore al giorno, per quattro settimane
I test su 25 persone delle quali parla oggi la stampa tedesca si sono basati sull'inalazione di diossido di azoto per tre ore al giorno per quattro settimane
consecutive. È quanto emerge nella ricerca pubblicata il 7 maggio 2016 sulla rivista International Archives of occupational and environmental health, condotta dall'univesità tedesca di Aquisgrana e dalla società di ricerca europea per l'ambiente e la salute nei trasporti (Eugt), chiusa nel 2017.

Weil: «Volkswagen chiarisca subito»
Sempre secondo quanto riporta la Stuggarter Zeitung, i test sono stati svolti in una clinica utilizzatas dall’Università di Aachen. L’ateneo ha difeso gli esperimenti, sostenendo che il report era stato approvato da un comitato etico indipendnete e si focalizzava sugli impatti sulla salute del luogo di lavoro. Il caso ha suscitato clamore e richieste di chiarimenti anche da parte di forze politiche. Stephan Weil, presidente della Bassa Sassonia, il Land che rappresenta uno dei grandi azionisti di Volkswagen, chiede al colosso tedesco di fare subito «piena chiarezza» sui test sui gas di scarico, che stando alla stampa sarebbero stati fatti su scimmie e addirittura su alcune cavie umane. Già sabato, a proposito degli esperimenti condotti sulle scimmie, Weil aveva affermato che si tratta di procedure «assurde e nauseanti», e questo, ha spiegato oggi in uno statement, vale ovviamente a maggiore ragione se i test sono stati fatti su persone. Weil ha affermato che va chiarito anche lo scopo: se i test non fossero stati promossi per tutelare i lavoratori in fabbrica, ma a scopi di marketing e per le vendite, «non trovo nessuna giustificazione accettabile per procedure del genere».

Poetsch (Vw): i responsabili ne risponderanno
Il presidente del Consiglio di sorveglianza di Volkswagen, Hans Dieter Poetsch, ha condannato gli esperimenti emersi sugli animali sottoposti ai gas di scarico. «In nome di tutto il consiglio di sorveglianza, prendo le distanze con tutte le forze da pratiche del genere», ha affermato. «Farò tutto il possibile perché vi sia un'indagine completa sulle procedure. E chi ha la responsabilità ne risponderà», ha concluso. Sullo scandalo è intervenuta anche la Daimler, promettendo maggiori indagini sull’accaduto. L’azienda «condanna l’accaduto nella maniera più assoluta» e si «dissocia» dall’operato di Eugt.

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