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Guerra allo smog: ecco perché l’auto pulita batte l’autobus

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Guerra allo smog: ecco perché l’auto pulita batte l’autobus

Nella guerra allo smog l’auto pulita batte l’autobus per costi, tempi e beneficio ambientale. Lo afferma un’analisi scientifica condotta dagli studiosi di Rse, il centro ricerche pubblico del Gse.
Ognuno ha la sua ricetta per combattere l’inquinamento. Ogni tassista, ogni assessore, ogni impiegato, ogni consigliere comunale, ogni esperto di mobilità e ogni giornalista ha una sua soluzione risolutiva per risolvere il problema dell’inquinamento. In quasi tutti i casi, la ricetta personale si concentra contro il simbolo più noto e ormai meno colpevole dell’inquinamento, cioè il traffico delle auto in città.

Invece di dare soluzioni, gli scienziati di Ricerche Sistema Energetico, il centro ricerche pubblico con sede a Milano controllato dal Gse, hanno calato sulla città di Milano tutte le soluzioni che ognuno asserisce semplici e risolutive. Hanno fatto i conti. Hanno confrontato i vantaggi e i benefici. Hanno misurato l’effetto sui costi economici. Hanno cronometrato come ogni ricetta cambia i tempi che perdiamo in coda o in attesa. Hanno analizzato gli effetti sulle emissioni di inquinanti, sui consumi di carburante, sui consumi di chilowattora elettrici.

Poi i ricercatori hanno messo i numeri nel frullatore della logica aristotelica degli scienziati e della logica informatica dei centri di calcolo.
Ed ecco il responso: i mezzi pubblici sono strumenti molto costosi e pochissimo efficaci, all’auto non si può rinunciare.
E quindi, visto che purtroppo auto dev’essere, che sia auto pulita.

LE RICETTE ANTISMOG PER MILANO
Effetti: i cambiamenti ottenuti. Costi e benefici delle diverse soluzioni per ridurre l'inquinamento nell'area milanese. (Fonte: Ricerca Sistema Energetico, “Area Metropolitana milanese: mobilità ed efficienza energetica”, 2018)

Ma ecco il confronto espresso in numeri.

Forzare verso autobus, treni urbani e metropolitane costerebbe alle tasche pubbliche di Milano 1,06 miliardi di euro l’anno e toglierebbe 141 tonnellate di inquinanti dalle 738 tonnellate di polveri che intorbidano l’aria respirata dai milanesi.

Forzare verso limiti alle auto inquinanti e zone a pagamento, promuovere le nuove auto pulite ed elettriche, sostenere la condivisione di più persone sullo stesso veicolo darebbe 22 milioni l’anno alle casse pubbliche e abbasserebbe l’inquinamento di ben 297 tonnellate di polveri.

Lo studio

Il centro ricerche Rse ha appena concluso la ricerca «Area Metropolitana milanese: mobilità ed efficienza energetica», che sarà divulgata nelle prossime settimane.
Il coordinatore dello studio è il chimico Marco Borgarello, fra i più accreditati esperti di efficienza energetica e di scienze ambientali, affiancato da altri sei scienziati.
La ricerca si basa su un’analisi multicriteria elaborata da Rse abitualmente usata per fare i confronti nel settore energetico, e adattata qui per un sistema complesso come la mobilità a Milano.
«Questa ricerca è un primo esempio operativo — spiega Stefano Besseghini, presidente e amministratore delegato di Rse — che traduce una delle proposte che abbiamo inserito nel documento: “Elementi per una roadmap della mobilità sostenibile” risultato dal lavoro del tavolo della mobilità promosso dalla presidenza del consiglio dei ministri».

Qualche numero contenuto nello studio.
A Milano ogni giorno per spostarsi si trascorrono 2,97 milioni di ore. Questi movimenti consumano carburanti pari a 647mila tonnellate di petrolio ed elettricità pari a 136mila tonnellate equivalenti a petrolio, con emissioni per 738 tonnellate di polveri (le Pm10 e Pm2,5) e 1.782 tonnellate di anidride carbonica.

Le soluzioni: male i bus

Il primo confronto tra i diversi scenari riguarda il trasporto collettivo, cioè autobus, tram, treni urbani, metropolitane e la soluzione del biglietto gratuito per i mezzi pubblici. Ecco i dettagli.

L’autobus. Spingere sugli autobus è una delle soluzioni peggiori: i milanesi impiegherebbero molto più tempo per spostarsi, ci sarebbe un aumento dei costi per il sistema pubblico per sostenere la crescita delle perdite economiche del trasporto pubblico; discreto il beneficio ambientale sulle emissioni e i consumi.

Il metrò. Ottima la ricetta di costruire nuove linee di metropolitane, che assicurano ai cittadini movimenti veloci (-4,23% i tempi di spostamento), poche emissioni, pochi consumi di carburanti.
Ma le metropolitane costano tantissimo(100 milioni per chilometro di linea) e i tempi di rientro della spesa sono secolari.

Treni urbani. Meno costosa ma anche meno efficace la ricetta di un uso forzato di treni urbani, allargando l’esperienza del passante ferroviario per farne una rete più magliata.

Autobus gratis. E la ricetta dell’autobus gratis? Un fallimento colossale che allungherebbe in modo vergognoso il tempo di spostamento dei cittadini facendo indebitare le tasche pubbliche.

Lo scenario auto pulita

I ricercatori di Rse hanno poi messo a confronto i diversi mezzi individuali di trasporto in uno scenario verso l’auto pulita.

La bici. Promuovere la bicicletta con il bike sharing e le piste ciclabili suscita simpatia e apprezzamenti ma avrebbe una diffusione così modesta da non spostare l’asse della mobilità. Il beneficio ambientale sarebbe assolutamente impercettibile.

Area C estesa. Sono più efficaci gli insopportabili limiti alla circolazione delle auto (come le zone a traffico limitato e l’allargamento della zona a pagamento) i quali fra biglietti d’ingresso e costo della sosta porterebbero soldi freschi nelle casse pubbliche (64 milioni d’incasso l’anno).

Car pooling. Molto efficace il car pooling, cioè indurre a viaggiare in almeno due persone per auto dove oggi la media è di 1,2 persone per vettura.

Auto pulita. La soluzione però migliore di tutte per l’ambiente è il cambiamento tecnologico dell’auto. Facilitazioni nel traffico per i veicoli a gas, promozioni spinte per le auto elettriche, l’avvicinarsi di nuove tecnologie per vetture a guida automatica sono elementi che fanno presagire costi ridottissimi per le tasche pubbliche, meno consumi di carburanti e un taglio drastico alle emissioni. L’evoluzione tecnologia dell’auto darà il beneficio ambientale più drastico fra tutti e l’aria che respiriamo migliorerebbe di 189 tonnellate di polveri in meno.

La ricetta perfetta

Alla fine, dicono gli scienziati di Rse, la soluzione migliore non è una sola bensì una ricetta multietnica che contenga diversi ingredienti fra metropolitane, promozione dell’auto pulita, incentivi alle bici, rafforzamento degli autobus e così via.
La miscela equilibrata di tutti gli strumenti darebbe il beneficio ambientale di gran lunga più sensibile, 362 tonnellate di polveri in meno. Ma è anche la soluzione più impraticabile, con tempi più lunghi e indecisioni più tenaci.

Allora? La ricerca ha fatto una graduatoria anche di praticabilità. E per costi, per tempi di realizzazione, per beneficio ambientale, dall’incrocio fra il principio di piacere e il principio di realtà vince lo scenario dell’auto pulita composto da vincoli alle auto inquinanti, facilitazioni alle auto più moderne e il ricorso al car pooling.

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