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Gentiloni: la sfida è il lavoro di qualità

Polemiche sul braccialetto elettronico brevettato da Amazon. L’azienda: speculazioni fuorvianti

Il confine spesso indefinito tra ottimizzazione del lavoro e controllo dei dipendenti potrebbe subire in un futuro non lontano un ulteriore spostamento: Amazon ha infatti rilasciato due brevetti che consentono di realizzare un braccialetto in grado di controllare con precisione se le mani dei dipendenti si stanno muovendo nel posto “giusto” durante il lavoro, connettendosi anche con i database degli inventari e degli ordini.

Tecnicamente, il sistema di braccialetti è in grado di monitorare se i magazzinieri mettono le mani nei posti corretti. I brevetti, pubblicati oggi, consentono infatti di realizzare braccialetti che emettono impulsi sonori ultrasonici e trasmissioni radio, che vengono poi captati da un sistema ricevente in grado di conoscere dove sono le mani dei lavoratori.

Il nuovo strumento che può essere realizzato grazie ai brevetti depositati dal colosso dell’ecommerce di Seattle consentirebbe quindi di ottimizzare il lavoro nei magazzini della società, ma può anche diventare uno strumento di controllo del lavoratore. L’azienda, interpellata al proposito da Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, ha rilasciato questa dichiarazione: «Non rilasciamo commenti relativamente ai brevetti. In Amazon siamo attenti a garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra priorità».

«Le speculazioni riguardo all'utilizzo di questo brevetto sono fuorvianti - ha precisato Amazon - Ogni giorno, in aziende in tutto il mondo, i dipendenti
utilizzano scanner palmari per il controllo dell'inventario e per spedire gli ordini. Questa idea, se e quando dovesse essere attuata in futuro - spiega l'azienda - verrà fatta nel pieno rispetto delle leggi e delle norme, con il solo obiettivo di migliorare il lavoro di ogni giorno dei nostri dipendenti nei centri di distribuzione. Muovendo le attrezzature verso i polsi dei dipendenti, le mani vengono liberate dall'utilizzo degli scanner e gli occhi non devono più guardare lo schermo».

In serata, però, dopo che la questione era diventata di pubblico dominio generando inevitabilmente delle polemiche, Amazon ha chiarito in una nota: «In tutti i Paesi in cui operiamo rispettiamo in maniera rigorosa tutte le regolamentazioni in materia di lavoro». Inoltre «i brevetti impiegano anni per essere approvati e non necessariamente riflettono gli sviluppi attuali che stanno avendo i nostri prodotti e servizi». Negli ultimi 20 anni il gruppo, si legge ancora nella nota di Amazon, ha introdotto «diverse innovazioni tecnologiche per supportare» i dipendenti «durante il loro lavoro e rendere i processi più semplici ed efficaci».

Sindacati in allarme
Alla notizia dei due brevetti sono arrivate subito diverse reazioni allarmate da parte dei sindacati: entrando in un convegno, la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso ha detto sarcastica: «C'è anche la palla al piede? La notizia si commenta da sola». Anche Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil, è stato netto: «Ne penso tutto il male possibile. Essersi divisi tra pro global e no global senza pensare alla regolazione, oggi permette alle multinazionali di fare il bello e il cattivo tempo dappertutto nel mondo. Dobbiamo fare scioperi 4.0 contro le multinazionali - ha proseguito Barbagallo- per convincere i governi a fare regolazioni. Bisogna colpirli nel portafoglio. Si fanno piattaforme digitali per fare nuovo caporalato e nuovo sfruttamento .Si mandano i giovani a lavorare a 3-5 euro l'ora, è una vergogna internazionale a cui bisogna mettere rimedio dando più sovranità al sindacato europeo e internazionale», ha concluso il leader della Uil.
Dello stesso tono la reazione di Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl: «È evidente che ci vuole ancora tanto lavoro per affermare in ogni dove che il lavoro deve avere dignità e rispetto per le persone. Amazon deve aprire un confronto con i sindacati e rispettare il modello di relazioni industriali che esiste nel nostro paese». Rincara la dose Paolo Capone, segretario generale Ugl: il braccialetto è «Uno strumento schiavista che rischia di ledere fortemente la privacy dei lavoratori, poiché li sorveglia durante tutto il ciclo produttivo. In Italia, qualsiasi attività di controllo sul lavoro dei dipendenti è illegale».

Gentiloni: la sfida è il lavoro di qualità. Poletti: in Italia esiste una legge
In serata, sulla vicenda è intervenuto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: «È facile declamare sui temi del lavoro, ma la sfida è il lavoro di qualità e non il lavoro con il braccialetto». Poco prima aveva parlato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: «Non ho visto nel dettaglio. Ma in Italia c'è una regolazione per legge degli strumenti che ipoteticamente consentono il controllo a distanza, quindi se un'azienda intende utilizzare strumenti del genere deve farlo nel rispetto della legge o in accordo con i sindacati o con l'autorizzazione del ministero». Poletti ha specificato che una richiesta non è ancora arrivata, «siamo ancora alla fase del brevetto, non è immediata». Tra l'altro Poletti ha confermato che venerdì incontrerà l'azienda per un confronto già fissato dopo lo sciopero dei dipendenti a novembre. (f.s.)

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