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Il Piano Unicredit: in uscita 550 senior, in entrata altrettanti giovani

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Il Piano Unicredit: in uscita 550 senior, in entrata altrettanti giovani

Con l’accordo di ieri notte tra Unicredit e i sindacati, denominato Piano giovani, è partito il tornello di piazza Gae Aulenti: in uscita passeranno 550 senior e in entrata altrettanti giovani, secondo un rapporto di uno a uno quindi tra adesioni al piano e assunzioni. Una quota delle assunzioni, secondo quanto si legge nell’accordo, verrà fatta attingendo dal Fondo emergenziale: questo fa di Unicredit la prima banca a beneficiare dei 60mila euro per l’assunzione di bancari finiti nella sezione emergenziale del Fondo di solidarietà, secondo quanto previsto dall’accordo Abi-sindacati sul Foc, siglato lunedì (si veda il Sole 24 Ore del 30 gennaio).

Dopo aver raggiunto, numericamente, ma non geograficamente, l’obiettivo delle uscite, definite nel piano Transform 2019, Unicredit riaprirà quindi il capitolo Fondo di solidarietà con l’obiettivo, tra l’altro, di riequilibrare gli organici nelle aree delle uscite (si veda il Sole 24 Ore del 12 gennaio). Vengono riaperti i termini temporali di accesso ai piani di esodo con pensionamento diretto o al Fondo di solidarietà. La facoltà di adesione è consentita ai lavoratori che maturino i requisiti di legge previsti per il pensionamento entro il 1° giugno del 2024, attraverso l’accesso volontario alle prestazioni della sezione straordinaria del Fondo per 54 mesi. Per chi maturerà i requisiti pensionistici nel corso del 2019 (con finestra fino al 1° gennaio 2020) verrà riconosciuto come incentivo all’esodo un importo onnicomprensivo di 13 mensilità fino a 56 anni, 12 fino a 57, 11 fino a 58 e così via a scalare fino a 6 per chi ha 64 o più anni. Grazie alla circolare dell’Inps che ha dato il via libera alla possibilità di riscatto della laurea attraverso il Fondo di solidarietà (si veda il Sole 24 Ore del 29 dicembre 2017), i lavoratori in possesso di periodi di studio universitario utili per anticipare l’accesso alla pensione entro il 1° gennaio 2020, potranno manifestare il proprio interesse di riscatto diretto a carico dell’azienda.

Al di là del turn over generazionale, l’accordo ha portato anche a una sostanziale riforma del welfare della banca, già avviata con la creazione del Fondo pensione unico e con la tutela per i dipendenti e loro superstiti, prorogata fino alla fine di quest’anno. Nel secondo semestre di quest’anno verrà avviata una riforma delle attività ricreative e di servizio alla persona (Progetto Un insieme) per superare l’attuale frammentazione. Sempre nell’ambito del welfare è stato raggiunto l’accordo sul premio di produttività per il 2017: nella busta paga di giugno verrà accreditato un Premio una tantum di 800 euro che il lavoratore potrà scegliere se avere in modalità cash o conto welfare beneficiando degli sgravi fiscali. In questo secondo caso l’azienda corrisponderà un ulteriore importo denominato erogazione speciale welfare 2017 di 350 euro. Nel conto welfare inoltre finiranno anche le liberalità aziendali, dal contributo 4-12, alla strenna natalizia al contributo familiare disabile.

È un accordo che «guarda al futuro, mantenendo intatti i livelli occupazionali - sostiene Mauro Morelli della Fabi -. Per ogni prepensionamento, esclusivamente volontario è prevista una nuova assunzione e sono state previste anche iniziative di incentivazione individuale per chi non ha i requisiti pensionistici fino a 36 mesi, con un’anzianità aziendale minima di 5 anni». Il segretario generale della First Cisl, Giulio Romani, parla di applicazione delle «logiche della staffetta generazionale senza distruggere occupazione, ma anzi offrendo opportunità ai giovani». E aggiunge che «il prossimo passo nel sistema non può che essere quello di creare nuova occupazione trasformando gli Npl da problema a opportunità attraverso nuove società costituite da vari soggetti sociali ed economici, dipendenti inclusi». E che il gruppo possa guardare anche in questa questa direzione lo potrebbe far pensare «l’impegno alla reinternalizzazione delle attività di amministrazione del personale, scorporato nel 2012, con relativo rientro dei lavoratori in Unicredit - come spiega Elena Aiazzi della Fisac Cgil -. È un risultato straordinario». Accordo di grande spessore politico», lo definisce il segretario nazionale della Uilca Mariangela Verga, perché «allarga la sua portata al Paese, creando nuova e stabile occupazione», mentre Roberto Vitantonio di Unisin rileva che «si sono mitigati i disallineamenti occupazionali territoriali rinvenienti dal Piano Transform 2019 e i cambiamenti tecnologici ed organizzativi derivanti dalla digitalizzazione non hanno distrutto occupazione».

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