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Calenda: Amazon investa ma rispetti la legge

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Calenda: Amazon investa ma rispetti la legge

Agf
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Dovevano essere due incontri sul piano di investimenti e sulle relazioni industriali dopo gli scioperi di Piacenza, invece a dominare gli appuntamenti di Amazon con i ministri Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Giuliano Poletti (Lavoro) è stato il brevetto sul “braccialetto” elettronico per ottimizzare il lavoro dei dipendenti nei centri di distribuzione a livello mondiale.

Di fronte al rischio di un utilizzo invasivo a danno della privacy dei lavoratori, Calenda è stato categorico: «Ho spiegato loro che gli unici braccialetti che facciamo in questo paese sono quelli che produce la nostra gioielleria. Gli ho spiegato, e loro del resto hanno capito, che una cosa come quella, che non è in uso ma è stata brevettata in Italia non ci sarà mai». L’azienda, che ieri era rappresentata dal vicepresidente european operations Roy Perticucci, ha spiegato che «questa idea, se e quando dovesse essere implementata in futuro, verrà fatta nel pieno rispetto delle leggi e delle norme».

Amazon ha presentato ai due ministri il piano di investimenti in Italia. Agli 800 milioni investiti dal 2011, si sommeranno quest’anno 150 milioni relativi ai nuovi centri di Torrazza Piemonte (Torino) e Casirate (Bergamo). Ulteriori 150 milioni sarebbero pianificati per il 2019. Sul versante occupazionale, l’azienda conta di salire in due anni dai circa 3.500 dipendenti a tempo indeterminato attuali a 6.500. «Siamo contenti dei nuovi investimenti - ha detto Calenda - a patto che la cura principale che devono avere è la cura della qualità del lavoro e del personale e su questo loro hanno dato un impegno». Entrambi i ministri hanno chiesto ad Amazon di avviare con il sindacato un confronto ad ampio raggio ma l’apertura per ora è esclusivamente su base territoriale. «Un clima di dialogo - ha spiegato Poletti - e di reciproco riconoscimento con il sindacato è più conveniente per tutti. Anche le innovazioni che destano preoccupazione possono trovare soluzione se c’è il confronto». Al momento comunque Amazon ha dato la disponibilità a incontrare i sindacati solo a livello locale, sotto l’egida del Prefetto, a Piacenza, dove sono stati organizzati gli scioperi in occasione del Black Friday e a ridosso di Natale.

Gli incontri di ieri, che dovevano essere di routine ed erano calendarizzati da circa un mese, hanno dato argomenti alla contesa elettorale. Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle, ha chiamato in causa il Partito democratico: «Se in Italia si possono mettere dispositivi sui lavoratori per controllarli è grazie al Jobs act. È incredibile che il Pd, che ha fatto la legge per mettere addosso i trasponder addosso agli esseri umani, adesso critichi Amazon». Nella replica, il leader del Pd Matteo Renzi ha detto che «si è aperta una polemica sulla scelta di un’importante multinazionale. Si dà la colpa al Jobs act di tutto. Noi vogliamo riportare la discussione al pragmatismo». Ma è toccato al ministero del Lavoro fare chiarezza dal punto di vista normativo. «Il Jobs act - ha chiarito - ha adeguato la normativa dello Statuto dei lavoratori risalente al 1970 alle organizzazioni tecnologiche nel frattempo intervenute. La norma non ha liberalizzato i controlli ma ha fatto chiarezza sugli strumenti dei controlli a distanza e sui limiti di utilizzo dei dati raccolti in linea con le indicazioni del garante della Privacy». La nota aggiunge che «questi strumenti possono essere adottati solo previo accordo sindacale o autorizzazione dell’ispettorato territoriale del lavoro o del ministero. Al lavoratore va data comunque adeguata informazione dall’azienda».

Sul tema è intervenuto anche il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, che in un tweet ha definito «inaccettabile considerare l’essere umano come robot o peggio». Frena anche il Granate della privacy Antonello Soro: «Aspettiamo a vedere meglio, penso e spero che questa ipotesi verrà rimessa in discussione», in caso contrario «sarebbe in contrasto con l’ordinamento in materia di protezione dati non solo in Italia ma anche in Europa».

Per valutare l’impatto della privacy, bisognerà comunque chiarire quale sarebbe l’eventuale utilizzo. Amazon, nel ribadire che non necessariamente i brevetti depositati hanno poi applicazioni sul mercato, spiega che l’obiettivo non sarebbe il controllo a distanza: «Muovendo le attrezzature verso i polsi dei dipendenti, le mani vengono liberate dall’utilizzo degli scanner e gli occhi non devono più guardare lo schermo».

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