Impresa & Territori

Tir, la battaglia del Brennero

  • Abbonati
  • Accedi
INFRASTRUTTURE

Tir, la battaglia del Brennero

Sul Brennero tira un’aria pesante per i camionisti. Il contestato aumento dei pedaggi autostradali per i soli Tir in transito al valico del Brennero lungo la A22 - proposto dalle province di Trento, Bolzano e Innsbruck (Land Tirolo) per incentivare il passaggio delle merci dalla strada alla ferrovia - sarà al centro del meeting dei ministri dei Trasporti di Italia, Austria e Germania in programma domani, lunedì 5 febbraio 2018, a Monaco di Baviera. Al Brenner meeting si parlerà delle infrastrutture necessarie per incentivare il passaggio del traffico pesante da gomma a rotaia come il nuovo tunnel di base del Brennero ma soprattutto di pedaggi.

Le tariffe attuali, spiegano i presidenti dei tre territori alpini, attirano il traffico pesante diretto in Italia, che è disposto ad affrontare più chilometri proprio perché il Brennero è più conveniente rispetto ad altri valichi alpini (per esempio i valichi svizzeri). La delibera approvata a metà gennaio congiuntamente dai tre governatori propone che le tariffe di transito attraverso il Brennero debbano essere allineate a quelle previste per gli altri valichi alpini, al fine di limitare il traffico cosiddetto “deviato”. I pedaggi maggiorati, o sovra-pedaggi, saranno applicati ai soli mezzi pesanti.

Ma Anita (autotrasportatori), Conftrasporto-Confcommercio, Confindustria Trentino-Alto Adige e Confindustria Trento protestano vivacemente: «A oggi la ferrovia – ribattono le imprese - non è competitiva. L’aumento dei pedaggi per i mezzi pesanti arrecherà un gravo danno all’economia italiana e sudtirolese. Diciamo no a misure punitive come blocchi, divieti e aumenti tariffari, sì invece a soluzioni intelligenti che attraverso un sistema premiale incentivino che investe sui mezzi puliti ed ecologici».

I governatori di Tirolo, Alto Adige e Trentino (Euregio), favorevoli all’aumento dei pedaggi per ridurre il transito dei Tir, ribattono che la situazione al Brennero «è insostenibile». Con quasi 47 milioni di tonnellate di merce sugli oltre 160 milioni che varcano ogni anno i confini terrestri nazionali, il corridoio multimodale (strada + ferrovia) del Brennero già oggi rappresenta di gran lunga il più trafficato corridoio transalpino e, dunque, il principale elemento di connessione tra l'Italia e l'Europa. Tuttavia lo sbilanciamento a favore della strada è evidente, con 33,5 milioni di merce trasportata su gomma (71%) e 13,4 milioni su ferro (29%). In futuro, per riequilibrare il rapporto strada-ferrovia sarà fondamentale l’apporto del nuovo tunnel ferroviario di base in costruzione sotto le Alpi tra Innsbruck e Fortezza. L’obiettivo è arrivare a un 50-50 nel 2027, quando sarà inaugurato il tunnel del Brennero, e invertire i valori (30-70) nel 2035, come accade ora in Svizzera.

L’opera dovrebbe costre all’Italia 4,1 miliardi di euro, circa 400 milioni in meno delle stime iniziali (un costo analogo verrà sostenuto dall'Austria). La nuova direttissima ferroviaria consentirà di risparmiare circa un'ora di viaggio a merci e passeggeri e, inoltre, consentirà di sviluppare treni merci molto più competitivi in quanto con un solo locomotore sarà possibile trainare treni lunghi 750 metri e pesanti 1.600 tonnellate, a fronte del doppio locomotore che oggi seve per trainare treni di 450 metri e 1.200 tonnellate.

Ma i tre governatori dell'Euregio non intendono aspettare altri 10 anni. Chiedono di agire subito. E citano i dati. Oltre 11 milioni di auto e quasi 2,1 milioni di mezzi pesanti sono transitati dal Brennero nel 2016 (in entrata e in uscita dall’Italia). Nel 2017 i Tir transitati dal Brennero hanno superato i 2,2 milioni, con un impatto assai negativo sull’ambiente.

«Non vogliamo ostacolare l’economia, ma renderla sostenibile», sostiene il governatore trentino, Ugo Rossi. Il governatore tirolese Guenther Platter auspica che i primi provvedimenti possano partire già a marzo. Tra i motivi che rendono il Brennero il valico più utilizzato per i passaggi da Nord a Sud, non ci sono solo i pedaggi più convenienti, ma anche il prezzo decisamente inferiore del carburante nel territorio austriaco. «Ogni decisione sarà affidata a un nuovo governo, a breve ci saranno le elezioni politiche, noi però adesso possiamo prepararne i contenuti tecnici» conclude il presidente Rossi.

«Rincorrere anche sul Brennero il metodo svizzero di ridurre il traffico pesante aumentando i pedaggi rischierebbe di far collassare il sistema delle esportazioni italiane» ribadisce l’Anita. Da qui la richiesta dell’associazione di Confindustria al governo di «intervenire sulla Svizzera affinché l’attraversamento del suo territorio diventi meno costoso. I problemi del traffico non si risolvono con sempre nuove imposizioni e aumenti tariffari».

© Riproduzione riservata