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Alti profili per la nautica

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Alti profili per la nautica

  • –Adriano Lovera

La nautica è uno dei fiori all’occhiello del made in Italy. Siamo i maggiori esportatori mondiali e oggi le prospettive del settore sono in rialzo, dopo anni difficili. Così tornano anche ad aprirsi le porte dell’occupazione.

Secondo Ucina-Confindustria, fra 2008 e 2012 il giro d’affari era più che dimezzato da circa 5 a 2 miliardi di euro e un terzo degli addetti diretti era rimasto a casa. Ora, dopo i 3,6 miliardi di ricavi del 2016, il consuntivo 2017 dovrebbe segnare la risalita sopra i 4 miliardi e per il 2018 il 69% degli associati prevede il segno positivo a livello di fatturato. Secondo Nautica italiana-Altagamma, associazione che si concentra sui brand di fascia alta, nel 2016 l’Italia aveva raggiunto un valore della produzione cantieristica di 2 miliardi (per il 90,4% entrobordo e sterndrive) e ha chiuso il 2017 con 2,3 miliardi (+13%).

Qualunque sia la fonte, insomma, il settore torna a tirare. Complici anche recenti novità normative. La riforma del Codice della nautica (in vigore dal 13 febbraio) prevede una serie di facilitazioni, tra cui la rimozione dei limiti per l’iscrizione al Registro Internazionale (che per i commercial yacht si traduce in significativi vantaggi fiscali) e l’introduzione di documenti semplificati per le navi e gli equipaggi.

Norme a parte, ciò che conta sono investimenti e strategie. Per citare qualche esempio, Fincantieri, leader italiano della cantieristica a 360 gradi, ha siglato una partnership con uno dei principali protagonisti degli yacht, Ferretti (7 nuovi modelli appena presentati a Dusseldorf). Azimut Benetti ha da poco annunciato 100 milioni di nuovi investimenti nel prossimo triennio, mentre è tornato a brillare lo storico marchio Baglietto, rilevato nel 2012 da Gavio.

Così, accanto agli ordinativi, tornano ad aprirsi le porte delle assunzioni e non solo quelle legate alle mansioni manuali.

La nautica è trasversale, ponte tra industria navale e lusso, capace di dare prospettive a profili che vanno dall’ingegneria, alla progettazione fino al design. Non è un caso, infatti, se una delle maggiori imprese come Amer Yacht (gruppo Permare) abbia da poco rinnovato un accordo con lo Ied-Istituto europei di design, che accompagna gli studenti a toccare con mano il mondo produttivo del cantiere. Mentre l’italiana Perini Navi è stata appena premiata al Boat international design e Innovation awards.

Le schede a fianco sono solo alcuni esempi delle ricerche in atto, ma un po’ tutte le società vanno monitorate, a partire da Sanlorenzo, Italia yachts, Monte Carlo yachts (ha in corso una ricerca pubblicata su Linkedin) e altri.

Anche una multinazionale dell’intermediazione come Engel & Volkers,nota per il settore immobiliare di lusso, cerca agenti per la vendita di imbarcazioni di alta gamma. E non vanno dimenticati gli investimenti logistici che riguardano porti e marine. Un progetto da 80 milioni al porto turistico della Chiusa di Pontedoro (in provincia di Livorno) dovrebbe creare centinaia di posti di lavoro entro il 2021. Nel prossimo triennio in arrivo anche 200 milioni di fondi europei al porto turistico di Salerno. Mentre in Friuli Venezia Giulia, un accordo appena firmato da Fincantieri, Regione e sindacati dovrebbe creare opportunità di lavoro nel sito produttivo di Monfalcone.

24o.it/annunci5febbraio

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