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Tech e bonus, così Varese è tornata a investire

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INNOVAZIONE

Tech e bonus, così Varese è tornata a investire

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

«Quali strumenti? Tutti, sfruttando al massimo gli incentivi in modo da spingere il più possibile gli investimenti, andando anche oltre quanto preventivato». Il racconto di Alessandra Caraffini, imprenditrice e capo del personale di Ilma Plastica non è affatto isolato. Ad utilizzare a piene mani l’apparato di bonus (nel suo caso il cumulo di iperammortamento e Sabatini “4.0” per nuove presse, frese e magazzini automatici da 1,95 milioni) è infatti una parte consistente del territorio varesino.

Un’azienda su due, nelle stime dell’Unione Industriali di Varese, ha infatti investito utilizzando l’apparato di incentivazione a disposizione. Certificazione su base locale di uno dei tanti tasselli che sul piano macro vanno a comporre le stime Istat, che vedono proprio negli investimenti il motore principale della ripresa in Italia. A Varese è certamente questo il caso, perché ben il 74% del campione dichiara almeno un investimento produttivo. Con una quota rilevante di interventi hi-tech (52%), visti lievitare ancora nel 2018, a quota 58%. Investimenti realizzati utilizzando Sabatini Bis (23%) ma anche l’iperammortamento, quota quest’ultima  vista quasi al raddoppio (37%) per l’anno in corso.

LA MAPPA
I primi nove mercati di sbocco per le esportazioni di prodotti varesini. Dati in mln di euro e var. %

«Il piano nazionale Industria 4.0 è efficace - spiega il presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese Riccardo Comerio - e piace alle imprese, perché finalmente possiamo contare su una politica industriale degna di questo nome e di medio periodo. E poi perché è di facile accesso, immediatamente comprensibile e con obiettivi mirati su un aspetto preciso: la digitalizzazione della manifattura italiana». Mesi di roadshow da parte di istituzioni e associazioni di categoria, così come il racconto costante sui media del boom di ordini per le macchine utensili e del nuovo record di consumi e produzione per l’intero settore dei macchinari hanno contribuito a diffondere piena consapevolezza sulle trasformazioni in atto e sulle opportunità.

E infatti a Varese ben l’89% del campione dichiara di conoscere le caratteristiche del Piano, una sparuta minoranza i disinformati. Quasi la metà delle imprese ha inoltre spinto l’acceleratore, investendo risorse aggiuntive rispetto a quanto fatto nell’anno precedente: in un caso su tre per l’ampliamento della capacità produttiva. Il 46% delle imprese investe tra l’1 e il 3% dei ricavi ma un’impresa su dieci si è spinta ad impegnare risorse fino al 10% del fatturato. È il caso di Secondo Mona, tra i nomi di punta dell’aerospazio varesino, 45 milioni di vendite realizzate con clienti come Boeing o Airbus. «Abbiamo accelerato i nostri piani investendo oltre quattro milioni - spiega l’imprenditrice Claudia Mona - comprando centri di lavoro, torni, fresatrici e magazzini automatici. Andremo avanti anche quest’anno con altri macchinari e sistemi di collaudo, sfruttando anche tassi bancari ridottissimi, poco oltre l’uno per cento. In effetti, o si investe adesso o mai più».

Trend confermato dal campione, perché nonostante lo scatto del 2017, i due terzi delle imprese dichiara di voler continuare ad investire anche nell’anno in corso. Negli obiettivi dell’associazione il punto di sintesi era identificato in 330 milioni, cifra da investire nelle aree 4.0 entro il 2020, target su cui il territorio è perfettamente allineato. «Il bilancio fin qui è positivo -sintetizza Comerio - siamo sulla strada giusta». In decisa crescita sul territorio è in particolare l’accesso allo strumento agevolativo della Sabatini-bis, che prevede contributi Mise a sostegno di operazioni di investimento da parte delle Pmi, con interventi maggiorati per i beni digitali previsti dagli Allegati di Industria 4.0. A Varese le operazioni (53) sono in crescita del 35,9%, così come in progresso deciso (+60,6%) sono i valori coinvolti, arrivati a sfiorare i 20 milioni. Scatto degli investimenti che si innesta su una congiuntura positiva, con il 69% delle imprese a segnalare livelli produttivi in aumento rispetto alla rilevazione precedente, mentre solo sette aziende su 100 dichiarano un calo. Produzione più tonica che contribuisce ad abbattere la cassa integrazione, praticamente dimezzata nei volumi rispetto al 2016.

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