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Carige, Gerica a Credito Fondiario. Sarà mantenuto il contratto…

la trattativa sugli npl

Carige, Gerica a Credito Fondiario. Sarà mantenuto il contratto bancari

(Olycom)
(Olycom)

Cambierà il cappello (diventerà quello di Credito Fondiario Spa) ma non il contratto, per i lavoratori di Carige che si occuperanno del recupero degli Npl (rimarrà quello del credito siglato in Abi). È questa la cornice dell’accordo raggiunto stanotte dalla banca che ha circa 4.700 lavoratori e 529 sportelli (dati al 30 settembre 2017) e i sindacati (Fabi, First, Fisac, Uilca, Unisin Falcri-Silcea-Sinfub). Una cornice che il sindacato ha sempre considerato conditio sine qua non per sedersi al tavolo negoziale.

La premessa è che Carige, come tutte le banche, ha dovuto affrontare una rivisitazione strategica della gestione degli Npe (Non performing exposure)per renderla più efficiente, secondo le indicazioni delle Autorità di vigilanza competenti. Credito fondiario (Cf), invece, ha indicato nel suo piano lo sviluppo e il rafforzamento della leadership nella gestione degli Npe. Viene pertanto ceduta da Carige a Cf, Gerica, la piattaforma a cui lavorano 56 persone. Il contratto avrà durata decennale e prevede che Cf offra servizi di gestione e recupero a favore di Carige di crediti classificati come sofferenze. Fin qui l’operazione industriale, sulla quale i sindacati hanno però voluto indicare nell’accordo il loro parere negativo. Lucio Gambetti della Fisac Cgil ribadisce «la contrarietà a queste cessioni che impoveriscono le aziende che le attivano. In questo caso abbiamo cercato di contrastare le forzature e la spregiudicatezza di alcune aziende del settore come Unipol Banca».

Alla fine, l’accordo ha previsto che il rapporto di lavoro di chi sarà ricompreso nel ramo ceduto proseguirà senza soluzione di continuità, secondo il contratto Abi del 2015. I lavoratori manterranno il trattamento complessivo attuale, sia per gli aspetti normativi che retributivi. La sede di lavoro, secondo quanto dichiara Cf, sarà mantenuta sulla piazza di Genova, così come saranno mantenute l’assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare. Stesso accordo per le coperture assicurative relative a infortuni professionali ed extraprofessionali, morte e invalidità permanente totale che rimarranno immutate. Mantiene efficacia anche l’adesione al fondo di solidarietà di lavoratori che appartengono al ramo ceduto e hanno fatto domanda per andare in prepensionamento.

Infine, sono state fornite garanzie occupazionali a favore dei 56 lavoratori per cui in caso di tensioni occupazionali in Cf, determinate da recesso unilaterale di Carige del contratto di servicing, i lavoratori saranno riassunti in Carige.

A questo proposito, Mauro Scarin della Fabi fa notare che «la banca partiva da premesse distanti dalla nostra posizione, ma siamo riusciti ad ottenere garanzie occupazionali importanti, come quella del reintegro in caso di tensioni occupazionali che l’azienda voleva assolutamente limitare». Per Vilma Marrone della First Cisl «in un momento nel quale le banche sembrano avere in mente solo di liberarsi in fretta degli npl e dei lavoratori che li gestiscono, anche a costo di buttarli fuori dall’area del credito, come già avvenuto in Unipol Banca dove si è attuata un’operazione che solleva molti dubbi anche sul piano della legittimità, è fondamentale aver sancito la tenuta contrattuale dentro al settore del credito per i 56 dipendenti coinvolti».

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