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Il credito alternativo spinge le imprese sociali

terzo settore

Il credito alternativo spinge le imprese sociali

Nuove delibere e conseguenti erogazioni per 9,8 milioni di euro; nuovi finanziamenti che hanno riguardato un totale di 53 tra cooperative e consorzi; finanziamenti intermediati con banche partners per conto dei soci per un ammontare di circa 8 milioni di euro. Il tutto condito con un dato relativo a sofferenze e incagli che si ferma al di sotto dell’1 per cento. Sono, in sintesi, alcuni dei dati che costituiscono l’identikit di Cgm Finance, il braccio finanziario operativo da vent’anni nell’ambito del gruppo cooperativo Cgm.

«Il futuro dell’impresa sociale deve essere vocato verso una co-produzione di servizi e beni in partnership con portatori di interesse», spiega Francesco Abbà, presidente di Cgm Finance, che sottolinea anche come «il tema della finanza e il supporto agli investimenti possono essere indubbiamente una leva strategica».

La società conta a oggi circa 400 soci e la raccolta (depositi da soci) ammonta a 17,3 milioni di euro. Nel corso del 2017 si è registrata una crescita degli impieghi (16 milioni di euro) e una stabilità nei depositi. Dati che si accompagnano all’attività impostata su tre specifici filoni: finanziamenti e raccolta in forma diretta esclusivamente nei confronti dei soci, convenzionamento, brokeraggio e consulenza ai soci nelle relazioni con i soggetti di finanza specialistica per il terzo settore (istituti di credito), consulenza e formazione su strumenti operativi a supporto strategico alle operazioni di investimento.

«Occorre ripensare il sistema di far rete passando dalla rete dei consorzi territoriali come interconnessione di riferimento a nuovi modi di far gruppo –sottolinea Abbà – generando alleanze con creazioni di soggetti imprenditoriali nuovi che supportino strategie di sviluppo, commerciali e tecnologiche».

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