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Dossier L’anno fieristico al via con il rinnovo dei fondi

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    Dossier | N. 4 articoliRapporto Fiere

    L’anno fieristico al via con il rinnovo dei fondi

    Resteranno anche nel 2018 al centro del programma di promozione per il made in Italy. L’Ice (l’Agenzia per il commercio estero) assegna alle fiere selezionate secondo alcuni principi già fissati negli anni scorsi ancora un ruolo rilevante, con focus sui potenziali clienti dei grandi obiettivi di mercato - Usa, Cina, Russia - ma anche con un’attenzione crescente ai nostri target emergenti. Confermato il budget di 33,5 milioni.

    Una premessa. Nel triennio 2015-2017 gli stanziamenti promozionali (per tutte le iniziative, non solo per le fiere) sono stati pari a 524 milioni, di cui 388 milioni a valere sul Piano straordinario per il made in Italy. Si è passati da una spesa pubblica per il sostegno all’export di 40-50 milioni annui a poco meno di 180 milioni, sforzo che almeno in parte dovrebbe aver contribuito all’incremento del nostro export e alla stabilizzazione della nostra quota di mercato sulle esportazioni mondiali, intorno al 2,8 per cento. Le fiere, all’interno di questo quadro, hanno fatto la loro parte. Nel triennio passato sono state impegnati 90 milioni del Piano straordinario per supportare più di 120 edizioni di circa 50 manifestazioni di rilievo internazionale, scegliendo un mix di interventi: piani di comunicazione sui media, incoming di buyer e giornalisti di testate specializzate, organizzazioni di eventi promozionali “su misura” coinvolgendo i marchi più prestigiosi del made in Italy.

    Sull’altro versante, il piano 2017 ha sommato circa 300 partecipazioni a fiere internazionali, con un supporto complessivo delle iniziative promozionali che ha superato i 30 settori.

    La cabina di regia per l’internazionalizzazione, che ad ottobre ha visto riunito ministri, Ice e organizzazioni imprenditoriali, ha stabilito per il 2018 una linea di continuità con gli strumenti adottati tra il 2015 e il 2017, con particolare riferimento proprio al sostegno straordinario alle fiere settoriali.

    Nel complesso, per le attività promozionali del 2018 sono pianificati interventi per 175,6 milioni. Il potenziamento delle fiere è la terza voce di spesa, con 33,5 milioni (budget inalterato rispetto al 2017), dietro ai progetti promozionali, business to business e missioni (in calo: circa 57 milioni per il 2018 e 60 per il 2017) e iniziative per la grande distribuzione organizzata e commercio online (rispettivamente 29,5 e 35,9 milioni). Ma è davanti a voci come i voucher per i temporary manager, piano Sud, comunicazione strategica, formazione, attrazione investimenti esteri.

    La decisione di non tagliare le risorse alle fiere per il 2018 è di per sé significativa visto il rimescolamento del budget che ha invece penalizzato altre tipologie di interventi. La scelta delle manifestazioni 2018 continuerà a rispettare i criteri del decreto ministeriale del 7 aprile 2015 che “premia” le rassegne con almeno due di questi requisiti: principale evento italiano per il settore di riferimento; numero complessivo degli espositori superiore a mille; percentuale di espositori esteri maggiore del 20% del totale; numero di visitatori superiore a 100mila di cui almeno il 20% esteri.

    Non tutti gli eventi del 2018 sono stati ufficializzati dall’Agenzia Ice. Ma già la Relazione annuale al Parlamento sullo stato di avanzamento del Piano, trasmessa lo scorso settembre, conteneva numerosi esempi. Di seguito, solo alcuni esempi. Per l’agroalimentare aprile e maggio saranno i mesi di Vinitaly, Cibus, Macfrut. Nei beni di consumo, la relazione segnalava tra gli altri il Salone White di Milano e Mipel a febbraio, Vicenzaoro nelle edizioni di gennaio e settembre, Mido a febbraio per l’occhialeria. Per la tecnologia industriale, si va da Seatec ad aprile (cantieristica) a Tecnargilla a settembre a Ecomondo Rimini in programma a novembre sulle tecnologie e le attrezzature antinquinamento.

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