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La Sardegna vende i suoi «gioielli»

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PATRIMONIO IMMOBILIARE

La Sardegna vende i suoi «gioielli»

Dagli alberghi ai locali commerciali al centro di rinomate località turistiche, continuando con terre per pascoli e altre strutture. La Regione vende i «gioielli» inutilizzati con l’obiettivo di creare nuova economia. O meglio ci riprova andando al ribasso giacché in passato alcune offerte non hanno avuto alcuna risposta. Si tratta di immobili distribuiti in diverse aree che potrebbero trasformarsi in nuove attività con l’intervento dei privati. Beni per i quali è stata avviata la procedura di alienazione e che, come fanno sapere dall’amministrazione regionale, sono «considerati non funzionalmente utilizzabili per i servizi dell’Amministrazione regionale, degli enti strumentali, delle agenzie e delle società in house che non siano destinati agli enti locali territoriali, ovvero che non rivestano interesse ambientale o culturale».

Da qui la decisione di procedere con i bandi pubblici per dare un nuovo corso a edifici o spazi che altrimenti rischiano di essere abbandonati. Il caso più significativo è quello di Porto Cervo, in Comune di Arzachena. In questo caso la Regione vende (la scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 22 febbraio e l’apertura delle buste il 23) in piazza delle Chiacchiere un locale commerciale (ex Isola, l’istituto sardo per l'organizzazione del lavoro artigiano controllato dalla Regione). L’immobile è stato edificato negli anni Sessanta (messo in vendita prima a 4,2 milioni di euro, diventati poi 3,670 milioni), oggi ha un costo di partenza di 3,1 milioni di euro.

Non è l’unico bene inutilizzato messo in vendita. A Tonara, nel nuorese, in vendita c’è l’ex Hotel il Noccioleto, mentre a Fertilia (Alghero) l’ex albergo Esit viene messo in vendita a per 2.576.25 euro. Altre strutture sono in vendita a Cuglieri: si tratta dell’ex hotel Esit La scogliera a Santa Caterina di Pittinuri. Nell’elenco dei beni che saranno dismessi ci sono strutture ad Alghero Porto Conte, a la Maddalena e Ozieri. Per Cristiano Erriu, assessore regionale agli enti locali si tratta di un «passaggio fondamentale per creare le condizioni di nuove attività produttive, recuperando beni che oggi non sono più in uso». Un tassello importante di un mosaico più grande che comprende anche altre iniziative. «Si sta cercando di mettere a sistema e rendere produttivo un patrimonio che altrimenti sarebbe inutilizzato – dice Erriu -, attraverso una serie di iniziative in cui si unisca l’intervento dei privati con misure come l’Art bonus o mediante altri strumenti disponibili. Attualmente si partirà con la seconda fase relativa alla dismissione dei fari costieri e inoltre con la rete dei cammini e il recupero degli edifici abbandonati».

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