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D Verona a Brescia, la griffe dell’Amarone alla conquista del Lugana

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D Verona a Brescia, la griffe dell’Amarone alla conquista del Lugana

Ansa
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Tutti pazzi per il Lugana. Dopo l’acquisizione dello scorso luglio da parte del Gruppo Vinicolo Santa Margherita, un’altra griffe sbarca nella Doc sulle sponde del lago di Garda a cavallo tra le provincie di Verona e Brescia: la griffe dell’Amarone Allegrini. L’azienda guidata da Marilisa Allegrini ha infatti perfezionato l’acquisto di 40 ettari di terreno nel comune di Pozzolengo in provincia di Brescia e che ricadono appunto nella Doc Lugana.

Gli ettari di vigneto saranno vitati entro l’anno e si andranno ad aggiungere agli altri 10 presi in affitto circa 3 anni fa nell’area di Desenzano portando così le superfici di Lugana gestite dal brand della Valpolicella a quota 50 ettari.

Una competizione all’insegna della qualità
«Il nostro obiettivo - spiega l’enologo Franco Allegrini - è quello di occupare, anche all’interno di questa denominazione, il segmento di alta qualità. È una denominazione che ci piace, non molto vasta (circa mille ettari in totale), non vede la presenza di cantine sociali, ma registra una competizione tra i produttori tutta indirizzata al segmento di alta qualità. Quando tutti i vigneti che abbiamo rilevato saranno in produzione abbiamo stimato un potenziale di circa 400mila bottiglie. Questo perché lavoreremo con rese per ettaro inferiori a quelle previste dal disciplinare. Ci misureremo con una nuova zona geografica, ma, forti dell’esperienza acquisita a Bolgheri con il nostro Solosole (Vermentino Bolgheri DOC), abbiamo le idee chiare del prodotto che ci prefiggiamo di ottenere».

Il binomio Valpolicella-Lugana

L’acquisizione da parte di Allegrini rinnova quello che può essere considerato una sorta di binomio tra le due Doc della Valpolicella e del Lugana e che da anni vede protagonista un’altra etichetta celebre dell’Amaronee che prima di altre ha creduto nelle potenzialità del Lugana: Zenato.

L’interesse degli Allegrini è la spia di un’attenzione molto forte per l’area del Lugana. Come già accennato appena nello scorso luglio un’altra azienda leader veneto, molto forte nella produzione di vini bianchi, il Gruppo Vinicolo Santa Margherita, aveva rilevato proprio nell’area del Lugana Ca Maiol azienda con 140 ettari di superficie vitata, 80 dei quali di proprietà, una produzione di 1,5 milioni di bottiglie per un giro d’affari di 10 milioni di euro.

L’appeal di una Doc dalle grandi performance
L’interesse di queste aziende per la denominazione “gardesana” è ampiamente giustificato dalle performance del Lugana Doc. Basti pensare che nei mesi scorsi un litro di Lugana Doc nei mercati all’ingrosso veniva quotato attorno ai 4,5 euro. Una quotazione monstre se si considera che secondo Ismea, il prezzo medio di un vino bianco comune si aggira attorno ai 0,50 centesimi al litro mentre quella di un bianco Doc raramente supera l’euro al litro.

«Il Lugana - aggiunge la responsabile commerciale nonché volto e anima di una delle etichette simbolo della Valpolicella, Marilisa Allegrini - è molto interessante, e può dare vini di spessore, intensità, complessità aromatica, e anche longevità. Questa è la tipologia, anche nei vini bianchi, in cui ci identifichiamo. Esportiamo l’85% della nostra produzione, il nostro obiettivo dunque non è produrre un vino d’annata di facile beva. Vogliamo invece che sia fisiologico ai rossi di nostra produzione (Amarone, Brunello di Montalcino e Bolgheri). La nostra ambizione è dunque quella di produrre un bianco importante e longevo. In questo investimento daremo una grande responsabilità ai nostri figli, la IV generazione degli Allegrini, che verranno coinvolti fin dall’inizio sia nelle decisioni operative che in quelle strategiche».

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