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Per gli acquisti online gli italiani preferiscono i retailer internazionali

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Per gli acquisti online gli italiani preferiscono i retailer internazionali

(Marka)
(Marka)

La tradizionale esterofilia (per vocazione o per provincialismo, difficile dirlo) che caratterizza gli italiani sembra confermata anche nell’era della digitalizzazione. Se una volta la fiducia incrollabile verso la qualità dei prodotti tedeschi o americani o giapponesi (in ogni caso, esteri) riguardava televisori, lavatrici o frigoriferi, oggi l’interesse si è spostato sui servizi messi a disposizione dalle tecnologie, ecommerce in primis.

Un atteggiamento che, a dire il vero, contagia tutti gli e-shopper europei. Più che di esterofilia, forse, si dovrebbe parlare di un mondo ormai globalizzato e senza confini, dove spostamenti di persone e oggetti sono all’ordine del giorno.

Lo dimostra una ricerca condotta da comScore per Ups Europe sulle abitudini di acquisto online degli europei. Ebbene, ne emerge che ben il 71% degli acquirenti europei online ha fatto shopping sul sito di un retailer internazionale, percentuale che sale all’85% per quanto riguarda gli italiani. Leggermente diverse le motivazioni che spingono a questa scelta: al primo posto in entrambi i casi la sicurezza nei pagamenti, ma per gli italiani la velocità di consegna risulta essere un elemento determinante al momento della scelta del retailer.

Percentuali bulgare, poi, per quanto riguarda la scelta di rifornirsi da un marketplace internazionale (es. Amazon, Ebay ecc.) anziché direttamente dal retailer: il 98% degli europei e il 96% degli italiani. Il motivo? la convenienza dei prezzi, prima di tutto. ma mentre per gli europei la seconda ragione più importante è la varietà dell’offerta, per i nostri connazionali ancora una volta la velocità di consegna è un elemento ritenuto estremamente importante.

Per le aziende si tratta di una grande opportunità, commenta Abhijit Saha, Vice President of Marketing di UPS Europe: «Internet ha reso gli acquisti davvero globali, permettendo ai retailer di commercializzare e vendere i propri prodotti a clienti di tutto il mondo – osserva –. Il nostro studio dimostra che circa tre quarti
degli e-shopper europei acquista da paesi al di fuori del proprio e che quindi il momento attuale sia propizio per i retailer di piccole e grandi dimensioni che vogliono espandere la propria attività».

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Tuttavia, se vogliono cogliere appieno le potenzialità di questo fenomeno, i retailer devono adottare un approccio alla comunicazione e alla vendita «mobile first»: secondo quanto emerge dallo studio, infatti, l’uso degli smartphone per fare acquisti sta aumentando a vista d’occhio. A livello europeo, il 43% di coloro che possiedono uno smartphone acquista attraverso questo dispositivo. Gran parte degli acquirenti, inoltre, ricorre all’uso dello smartphone anche per altre attività legate all’acquisto, come la localizzazione dei negozi e le relative informazioni, il tracking degli ordini il confronto dei prezzi tra i retailer. Per non parlare dei Millennials: un quarto di loro fa acquisti virtuali esclusivamente dal cellulare.

Tuttavia, conclude la ricerca, il negozio fisico non è destinato a scomparire: il 90% degli intervistati dichiara infatti che gli acquisti in negozio rappresentano una parte importante della propria esperienza di shopping. Per «toccare e sentire i prodotti», soprattutto (59% delle risposte), ma anche per «rispondere a una esigenza immediata», per trovare «prodotti esclusivi» e per il «servizio migliore offerto al cliente».

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