Impresa & Territori

Produzione industriale mai così forte dal 2010

ISTAT: a dicembre +4,9% su base annua

Produzione industriale mai così forte dal 2010

(afp)
(afp)

Scatto finale per la produzione industriale, che a dicembre su base annua cresce del 4,9% (undicesimo mese consecutivo in crescita) mentre rispetto al mese precedente si impenna dell’1,6%. Risultato, quest’ultimo, che ci pone al vertice tra le maggiori manifatture continentali: su base mensile la Germania arretra a dicembre di sei decimali mentre Francia e Spagna crescono rispettivamente dello 0,5 e dello 0,9%.

Il 2017 si chiude così con un progresso dell’output pari al 3%, quasi il doppio rispetto a quanto realizzato l’anno precedente, il valore più alto dal lontano 2010, quando la produzione rimbalzò di oltre sei punti dopo il tracollo del 2009.

L’indice destagionalizzato si porta così a quota 99,3 (un passo dalla soglia del 2010) e per trovare un valore più alto occorre tornare al lontano agosto del 2011.

Beni di consumo durevole e beni strumentali realizzano le performance migliori, solo l’energia (-3,1%) presenta un dato negativo.

Star di periodo è il comparto dei macchinari e delle attrezzature, con un crescita del 15,6% in decisa accelerazione rispetto alla media precedente. Ad eccezione dell’elettronica non vi sono settori in calo, per chimica, farmaceutica, prodotti in metallo ed apparati elettrici le performance migliori.

L’impennata dell’area dei macchinari è la cartina di tornasole più immediata della ripresa del ciclo degli investimenti, grazie in particolare al piano Calenda sui beni di Industria 4.0

Per alcuni settori, macchine utensili in primis, l’utilizzo della capacità produttiva è in effetti arrivato ai massimi storici, proprio sulla spinta dello scatto degli investimenti che ha portato al nuovo record assoluto per il consumo interno di macchinari. La spinta dei bonus legati ai beni “connessi” agevolati dal piano Industria 4.0 è evidente nello scatto dei robot, che presentano il tasso di crescita della domanda interna più alto al mondo, sette volte la media globale stimata da Oxford Economics.

La risalita è evidente scorrendo anche i dati della regione più pesante, la Lombardia, che chiude il 2017 con una produzione in accelerazione (+5,1% per l’ultim trimestre) e un grado di utilizzo degli impianti a ridosso del 78%, due punti di guadagno in un anno.

Le prospettive paiono comunque favorevoli anche nei prossimi mesi ,a giudicare dagli indici di fiducia delle imprese, da tempo oscillanti sui massimi degli ultimi dieci anni, così come al top da sette anni è arrivato l’indice dei direttori d’acquisto per l’Italia, a segnalare commesse copiose che consentiranno di far “girare” gli impianti a pieno regime o quasi.

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