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Start up italiane poco digitali: solo la metà ha un sito web…

Innovazione

Start up italiane poco digitali: solo la metà ha un sito web funzionante

Spesso le idee imprenditoriali sono buone e i prodotti o i servizi di massima qualità. Ma ciò che manca è la digitalizzazione. Nell’era dell’industria 4.0 le start up innovative italiane mostrano il loro lato debole: sono ancora in notevole ritardo sul fronte dell’innovazione digitale. Solo la metà circa delle nuove imprese italiane che stanno cercando di crescere e di competere si è infatti dotata di un sito web pienamente operativo. Un quarto delle start up non ce l’ha e le cose non vanno meglio tra chi dichiara di averlo: nel 20% dei casi il portale non è funzionante.

I dati arrivano da una ricerca di Instilla, web company italiana che accompagna le imprese verso la digitalizzazione. L’indagine ha preso in esame le 7.568 imprese iscritte nel registro delle start up innovative a luglio del 2017 scoprendo che solo 3.760, vale a dire il 49,7%, ha una vetrina in rete che funziona. Anche per quanto riguarda i parametri SEO che facilitano la ricerca l’attuale condizione denota un notevole ritardo rispetto ad altri Paesi Europei. Solo 100 tra le start up esaminate hanno un sito che rispetta i parametri base per ottimizzare la ricerca.

«L’innovazione non passa solo attraverso il prodotto, deve essere supportata da un approccio al business che comprende anche il digitale», spiega Alessio Pisa, Ceo di Instilla. «Ma paghiamo lo scotto di un ritardo culturale del Paese anche se avere un sito internet significa moltiplicare le opportunità di crescita e nonostante alcune regioni stiano cercando di colmare il gap con il resto dell’Europa», prosegue Pisa.

La classifica stilata da Instilla mette al primo posto, per innovazione digitale delle start up, il Molise (il 30,8% delle nuove imprese innovative di questa regione ha un sito), seguito dall’area del Trentino (18,7%) e dall’Emilia Romagna, terza con una quota del 17,1%. Agli ultimi posti, invece l’Abruzzo (8,5%), la Calabria (7,3%) e la Valle d’Aosta, dove la digitalizzazione è assente. Le cose però stanno migliorando in tutte le regioni come dimostra il confronto con una precedente classifica - risale al 2016 - realizzata sempre da Instilla.

Grandi passi li ha fatti per esempio il Friuli Venezia Giulia, passato da un modesto 2,9% al 14,5% attuale, percentuale superiore a quella della Lombardia, dove solo il 13,9% delle start up ha un sito. Ancora molto indietro anche il Lazio, regione che resta inchiodata a una percentuale del 9,2%. Più incoraggiante la situazione sul fronte del mobile. Quasi il 90% dei siti web funzionanti è anche ottimizzato per la visualizzazione su uno smartphone. Anche se quelli con una sufficiente velocità di caricamento sono poco più del 30%.

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