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A Parma patto di filiera per l’agrifood

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A Parma patto di filiera per l’agrifood

  • – di Ilaria Vesentini

Parte dal cuore della food valley emiliana, Parma, il primo accordo di filiera firmato da UniCredit, all’interno del Progetto filiere agroalimentari. A sottoscrivere la convenzione pilota in Italia con l’istituto di piazza Gae Aulenti sono stati sette allevatori locali (con le loro aziende agricole), la cooperativa Prosus per la macellazione e il prosciuttificio capofiliera Terre Ducali di Lesignano de’ Bagni, realtà all’avanguardia nel settore e la prima, nel 2015, a esportare salumi negli Usa grazie alla tecnologia per la conservazione ad alta pressione Hpp.

L’accordo prevede nero su bianco non solo «condizioni migliorative in termini di price del finanziamento, ma mette a disposizione delle aziende agricole un set di strumenti finanziari studiati su misura e dà il via a un percorso di educazione finanziaria per aiutare gli agricoltori a calibrare le esigenze di credito in base alle diverse fasi del ciclo produttivo. L’obiettivo è stabilizzare la filiera, valorizzando la qualità delle produzioni e le relazioni tra aziende», spiega il vertice di Unicredit.

L’istituto è impegnato in un massiccio piano di rilancio dell’agroalimentare italiano con un team di 130 consulenti dedicati, come conferma la cifra della nuova finanza erogata negli ultimi due anni: oltre 3,3 miliardi di euro, di cui quasi il 20% (617 milioni) nella sola Emilia-Romagna. Accordi simili sono in via di definizione anche in Veneto e Lombardia e non saranno limitati a filiere formalizzate con contratto.

«Non è un caso se la prima convenzione parte qui - spiega Guido Zama, direttore di Confagricoltura Emilia-Romagna, partner del progetto UniCredit - perché la Giunta Bonaccini sta spingendo molto, attraverso i bandi regionali, sugli accordi di filiera. Impresa capofila e conferenti si legano per sette anni in un’ati, definendo quantitativi e prezzi premiali. La banca ha la garanzia di tempi e di pagamenti certi negli scambi tra i vari attori e questo agevola il supporto finanziario alle microrealtà agricole».

La valenza della collaborazione è duplice, aggiunge Giulio Gherri, ad di Terre Ducali, gruppo da 40 milioni di fatturato e 120 addetti, stratega e capofila dell’accordo di filiera: «Da un lato Unicredit si impegna con linee di credito innovative per supportare aziende agricole che altrimenti faticherebbero a ottenere finanza; dall’altro, l’istituto sarà di supporto e traino per l’internazionalizzazione di tutti gli anelli della filiera, perché il successo dei nostri salumi tipici all’estero è legato alla capacità di portare non solo il prodotto ma la qualità, la storia e la tradizione secolare che parte nei campi e si snoda lungo l’intero processo di trasformazione».

«Il patto con UniCredit e con altri istituti con cui stiamo collaborando nella stessa direzione, è l’antidoto giusto contro la polverizzazione e quindi la scarsa competitività della nostra agricoltura», conclude Zama. Una risposta anche al fenomeno dei subappalti e delle coop spurie che sta riempiendo le cronache del distretto emiliano delle carni, con centinaia di lavoratori (tutti stranieri) senza alcuna tutela.

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