Economia

Cdp sceglie San Francisco per l’avamposto dell’hi tech

  • Abbonati
  • Accedi
INNOVAZIONE

Cdp sceglie San Francisco per l’avamposto dell’hi tech

Pronti a sbarcare nella Silicon Valley per creare una testa di ponte per il Made in Italy in quella che negli ultimi decenni si è rivelata prima e confermata poi come la culla dell’innovazione.

Protagonista è Cassa depositi e prestiti che ha lanciato il progetto e individuato il partner operativo in Talent Garden (Tag), società bresciana passata in poco più di sei anni da “start up” a essere la più grande piattaforma in Europa di networking e formazione per l’innovazione digitale.

L’operazione di Cdp rientra nel più ampio piano industriale avviato nel 2015 e che già ha portato la Cassa a mettere in campo risorse per 600 milioni di euro a sostegno dell’innovazione. Un tesoretto cui si aggiungerà un altro centinaio di milioni di qui ai prossimi mesi, sempre nell’ambito del piano: risorse all’interno delle quali trova spazio anche l’investimento per la nascita dello spazio a San Francisco, in California. «Investire nell’innovazione e nel supporto delle nostre imprese all’estero significa favorire nuove opportunità per accrescere la competitività dell’economia del Paese» spiega l’amministratore delegato di Cassa depositi e presiti Fabio Gallia.

Dopo aver destinato risorse significative al venture capital e al trasferimento tecnologico per potenziare gli strumenti disponibili per gli imprenditori italiani, sottolinea Gallia, «Cdp ha deciso di creare un centro d’innovazione a San Francisco dedicato a aziende, investitori, startupper, università e istituzioni: un luogo in cui lavorare, apprendere, confrontarsi e connettersi».

Il “piano di sbarco” è ora nella fase della ricerca degli spazi: uno step tuttaltro che banale, visto che si tratterà di fatto del biglietto da visita del made in Italyl innovativo in un’area in cui altri Paesi – partner dell’Italia ma anche concorrenti – sono presenti da tempo e in forze. Proprio questo aspetto è tra quelli “in agenda” per Cdp, come chiarisce l’ad Fabio Gallia: «Questa comunità che andremo a creare nella capitale mondiale del digitale contribuirà a stimolare e facilitare una maggiore presenza del sistema italiano, anche al fine di colmare il differenziale rispetto alle altre principali nazioni con cui ci confrontiamo».

Che l’Italia come sistema Paese abbia un gap da colmare è innegabile. In quest’ottica l’operazione San Francisco può essere un primo passo, ma a livello globale sono anche altri i punti nevralgici dell’innovazione dove il progetto Cdp potrebbe essere replicato: Tel Aviv, in Israele, per esempio, e Shanzhen, in Cina. Tanto per cominciare.

Aspettative elevate per la mission e considerazioni realistiche sullo stato dell’arte della presenza internazionale italiana che hanno reso strategica la definizione dell’identikit del partner da individuare per il progetto in Silicon Valley. Per questo Gallia spiega che «competenze e energia» hanno portato alla nascita della joint venture con Talent Garden.

E dire che gli inizi non sono stati proprio semplici per la società di Brescia. Nel 2011, quando il progetto viene presentato all’amministrazione comunale per chiedere degli spazi e partire con l’iniziativa la risposta è negativa: «Bella idea, ma non possiamo appoggiarvi» si sente dire Davide Dattoli, che oggi ha 27 anni ed è il fondatore e presidente di Talent Garden.

Per fortuna va diversamente con altri intgerlocutori: «imprenditori che capiscono e ci aiutano» dice Dattoli.

Ma cos’è Talent Garden? «Non solo, come crede qualcuno, uno spazio fisico dove affittare delle scrivanie. Noi offriamo spazi iper connessi e, soprattutto una rete che ha ormai ampiamente superato i confini italiani, inoltre – precisa il manager – svolgiamo un’intensa attività di formazione».

Nel 2012 Talent Garden aveva tre sedi: Brescia, Padova e Milano. Oggi la società – che è sostenuta da importanti investitori come Tip (Tamburi investment partners) – è presente in 18 città e 6 Paesi: l’espansione ha seguito rotte alternative, da Barcellona agli stati baltici all’Europa dell’Est: «Sedi in cui lavorano in rete oltre 2.500 professionisti ed esperti del digitale – chiarisce Dattoli –. Nei nostri spazi ospitiamo team ed eventi di aziende internazionali come Cisco, Mediolanum, Ibm, Oracle, Uber, Tesla, Groupon. E ci sono, soprattutto, giovani talenti che possono accedere a progetti importanti. Tra questi anche quello di Google for entrepreneurs, che ha scelto Talent Garden come unico partner italiano per dare esecuzione alla propria mission di formare e connettere gli imprenditori innovativi e le startup di tutto il mondo». La formazione curata da Tag coinvolge 500 giovani e 3mila manager ogni anno. Nel 2018 i piani sono di portare a termine un nuovo aumento di capitale – dopo quello da 12 milioni di fine 2016 – e di proseguire la diffusione del network in Europa. Ora la partnership con Cassa depositi e prestiti offre la possibilità a Talent Garden di creare «quel ponte verso gli Stati Uniti che era tra gli obiettivi» della società nata a Brescia.

© Riproduzione riservata