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Il sito di Roccasecca di Ideal Standard non chiude più: …

LA RICONVERSIONE DI ROCCASECCA

Il sito di Roccasecca di Ideal Standard non chiude più: produrrà un sampietrino di ultima generazione

 Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. (Ansa)
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. (Ansa)

Non più sanitari ma pietre. Il sito di Roccasecca della Ideal Standard non chiude più, cambierà però il tipo di prodotti. È stato firmato ieri al Mise l’accordo tra sindacati, azienda e istituzioni locali con cui viene formalizzata la cessione del ramo d’azienda alla newco Saxa Grestone, con una soluzione che garantirà una tutela occupazionale pressoché a tutti i lavoratori. Il Governo e la Regione hanno fatto la loro parte, supportando i 30 milioni di nuovi investimenti necessari per la riconversione e garantendo così il mantenimento dei livelli occupazionali. A Roccasecca, vicino Frosinone, sarà realizzato «un nuovo prodotto, un sampietrino non in pietra ma che è un esempio di economia circolare», spiega il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che ha seguito in prima persona la vicenda. L’accordo è stato raggiunto in tempi record per evitare che la procedura di mobilità avesse avuto corso: sindacati e azienda stanno procedendo per revocarla. Il ministro ha spiegato che «tutto avverrà in continuità aziendale perché si tratta del passaggio di un ramo d’azienda».

Tra l’altro non ci sarà un controvalore per il passaggio, anzi, Ideal Standard contribuirà con una “dote”. Calenda ha inoltre spiegato che il passaggio formale tra le due società «avverrà il 22 febbraio», ma il risultato raggiunto ieri si può già dire che rappresenta «una bella storia. Un esempio di
transazione».

Nel sito, che nei mesi scorsi la multinazionale americana aveva annunciato di voler fermare, lavorano quasi 300 persone (compresi gli addetti in somministrazione). L’accordo, avvenuto in continuità aziendale, consentirà di salvaguardare il perimetro occupazionale, anche se in una prima fase saranno operative una cinquantina di persone mentre per le altre sarà necessario il ricorso agli ammortizzatori sociali. Gradualmente poi tutti dovrebbero tornare al lavoro per produrre appunto il nuovo sampietrino. I sindacati esprimono “soddisfazione” per l’accordo. Marco Falcinelli della Filctem Cgil sottolinea come si tratti di «un successo» e come «il progetto del nuovo investitore sia
solido». Ora, spiega, «per andare a regime ci vorranno massimo due anni, ma una cinquantina di lavoratori riprenderà a lavorare subito, il resto è comunque protetto dagli ammortizzatori nel frattempo». Gianluca Bianco della Femca Cisl parla di «un’operazione di successo, rara». C’è poi, aggiunge, «il problema del piano industriale di Ideal Standard in Italia, dove resta un solo stabilimento nel bellunese». Secondo Riccardo Marcelli della Uiltec l’intesa «è un grandissimo passo in avanti, un vero e proprio miracolo che rappresenta un caso unico». Luigi Ulciati dei chimici della Ugl precisa come «lo stabilimento, attraverso la cessione di ramo d’azienda, passerà alla newco Saxa Grestone».

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