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Meccanica: sì al modello Iran per l’export verso Paesi a valuta…

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Meccanica: sì al modello Iran per l’export verso Paesi a valuta debole

Macchine e impianti per l’oil&gas, l’alimentare, la logistica e movimentazione merci, l’edilizia, la sicurezza e la caldareria hanno tutti due denominatori comuni. Ovvero, spingono sullo stesso acceleratore, gli investimenti. Ma sono al palo sul fronte dell’occupazione: i 212.852 addetti del comparto, in un anno, sono cresciuti dello 0,1%. Cioè meno di 300 persone.

Chiuso il sipario sul 2017, i dati di precosuntivo elaborati da Anima (la “federazione” della meccanica varia) fotografano un settore che, l’anno scorso, per la prima volta, ha superato quota un miliardo di euro di investimenti, in crescita del 10,1% rispetto all’anno prima, sfiorando i 47 miliardi di produzione (+3,8% sul 2016) e un export che ha oltrepassato i 27 miliardi (+2,9 per cento).

IL MACROSETTORE
Dati in milioni di euro e variazioni % - (*) Previsioni - (Fonte: Ufficio Studi Anima)

Tra i settori che hanno offerto le migliori performance ci sono logistica e movimentazione delle merci (che con un fatturato di 5,4 miliardi motra un aumento del +5,4%) e maggior export (1,97 miliardi) del +8,5%). Bene anche i prodotti per l’industria (quasi tre miliardi di fatturato, in crescita del 7% in un solo anno), le tecnologie e i macchinari per il comparto alimentare (5,1 miliardi di produzione pari a +3,8% sul 2016 e a un export sui 3,4 miliardi (+3,6 per cento)e gli impianti per energia, chimica e oil&gas, con 15,7 miliardi di produzione, in crescita del 2,7% sul 2018.

Si confermano partner storici Germania e Francia (2° e 3° posto). Ma è la netta ripresa della Russia che soddisfa. Nei primi 6 mesi del 2017 erano già entrati in territorio russo 445 milioni di euro di meccanica tricolore, un incremento pari a +45,9% rispetto al 2016. Male valvole e rubinetteria (-35,9%) ma l'acceleratore è tutto per turbine a gas (+77,8%), pompe (+147,9%), impianti termici (+31%) e caldareria (+103%). Seguono Cina e Arabia Saudita.

«Le nostre imprese – spiega il presidente di Anima, Alberto Caprari – investono sempre più in automazione e Industria 4.0. Sia per innovare la propria gamma di prodotti, sia per produrre, a loro volta, con maggiore effficienza e controllo dei costi».

Sarà anche per questo che l’occupazione non riparte?

LE PREVISIONI DI INVESTIMENTO
I sottosettori. Dati 2018 in milioni di euro - (Fonte: Ufficio Studi Anima)

«Non è vero che l’occupazione non è ripartita - sostiene il presidente di Anima, Alberto Caprari -. In realtà, gli investimenti in automazione di quest’ultimo anno e mezzo stanno portando a una progressiva sostituzione delle figure professionali. Escono lavoratori delle fasce più basse ed entrano profili di maggiore qualità, che però vanno anche formati. Quindi il ricambio non appare veloce nei numeri, ma lo sarà sempre di più. Le nostre imprese si stanno impegnando, però, per accrescere sia la formazione dei propri addetti sia per contribuire a formare le nuove figure di cui il settore ha bisogno: dai nuovi tecnici per l’auto azione a professionisti dell'area gestionale è commerciale».

Caprari, poi, ritiene un importante passo avanti l'accordo siglato a gennaio tra Italia e Iran che consentità, tramite Invitalia, di garantire sino a 5 miliardi di euro gli investimenti italiani nel Paese, che sarebbe pure un buon pagatore ma sempre a rischio per il minacciato ritorno alle sanzioni al primo errore. Garantiti gli investimenti a lungo termine ssopratutto in elettromeccanica, engineering e oil&gas. «Per anni le banche - prosegue Caprari - sono apparse in difficoltà nella gestione delle coperture sui cambi da valute “deboli”. Mettendo in difficoltà le imprese. Ma sempre più l'esportazione si fa, e si farà, con Paesi emergenti o in via di sviluppo. Soprattutto dal 2017, le banche sembrano aver capito questa esigenza e ho visto una loro maggiore capacità di reagire e di dare risposte».

L'ANDAMENTO DELLA PRODUZIONE
Indice, base 1980=100 - (*) Previsioni - (Fonte: Ufficio Studi Anima)

Tuttavia, conclude Caprari, «il governo uscente, grazie agli incentivi e all'iperammortamento, ha dato risposte concrete alle imprese. Ci auguriamo che il prossimo governo possa proseguire su questa strada».

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