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Dossier Fideuram Intesa P.B. punta al podio europeo

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    Dossier | N. 4 articoliRapporto Private banking

    Fideuram Intesa P.B. punta al podio europeo

    Una settimana fa Carlo Messina, ceo del Gruppo Intesa, nell’enunciare gli obiettivi del piano d’impresa 2018-2021, ha ribadito che Fideuram Intesa San Paolo Private Banking non sarà quotata. «È un’azienda fortissima di cui ho grande piacere di detenere il 100%», ha precisato Messina. Tuttavia, per uno dei gioielli di casa il futuro progettato dal Ceo è all’insegna della massima ambizione: continuare a essere il leader in Italia e diventare in cinque anni una delle prime cinque private bank in Europa fino ad aggiudicarsi nell’Eurozona la seconda posizione per masse gestite.

    Come farlo? In primis con la messa a punto di modelli di servizio dedicati e con la predisposizione di una rete di filiali private, oltre ai sette centri dedicati in Italia agli high net worth individual (Hnwi). Un reclutamento mirato che passa dallo sviluppo del Campus Intesa Sanpaolo PB, dalla Learning factory per i “private banker di domani” e dal rafforzamento della distribuzione (1.400 persone in più). La seconda direttrice è lagata allo sviluppo e all’espansione all’estero con una crescita internazionale basata su vari elementi: il rafforzamento dell’hub svizzero, dopo l’acquisizione del Gruppo Morval Vonwiller, il potenziamento della filiale di Londra, lo sviluppo di una presenza in Lussemburgo e l’espansione delle attività in Cina con Yi Tsai. Infine, lo sviluppo nel mondo digitale, incrementando il targeting diretto dei clienti attraverso l’implementazione della piattaforma digitale dei private banker (Alfabeto), per la consulenza a distanza alla clientela, con una gestione completa dell’interazione. Per questo sviluppo sono già stati pianficati investimenti per 40 milioni.

    Intanto, il 2017 si è chiuso come anno record, con masse amministrate pari a 214,2 miliardi (+8% rispetto al 2016), riconducibili sia all’eccellente andamento della raccolta netta (12,4 miliardi) sia alla buona performance di mercato (3,8 miliardi). In particolare, la componente di risparmio gestito, pari a 151,4 miliardi, rappresenta il 71% delle masse totali. Nell’anno le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a 38,7 miliardi (+13% sul 2016), pari a oltre 18% delle masse totali. Nel 2017 la raccolta ha registrato la migliore performance di sempre, con flussi netti per 12,4 miliardi, in forte crescita (+47%) rispetto al 2016. A tale risultato hanno contribuito per un miliardo i Piani individuali di risparmio (Pit). Solida performance anche nel comparto assicurativo e in quello delle gestioni patrimoniali (3,1 miliardi e 1,1 miliardi). Anche le commissioni nette hanno raggiunto il livello record di 1,69 miliardi ( +9% rispetto 2016). L’utile netto consolidato segna il massimo storico di 871 milioni di euro (+11% rispetto al 2016). A fine anno i banker erano 5.950 (+102 rispetto al dicembre 2016).

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